martedì , 5 Luglio 2022
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In arrivo un nuovo decreto siccità: allarme acqua in alcune regioni italiane

Allarme acqua: previsto per la fine del mese un decreto siccità da parte del governo Draghi, anche se la decisione finale spetta alle Regioni. 

Sorge spontanea una domanda: si prospetterà un nuovo stato d’emergenza e di calamità?

Possibile decreto siccità ed eventuali limitazioni 

Come spiega il Corriere della Sera, le Regioni decideranno il da farsi in sinergia con la protezione  civile. Di priorità assoluta sono agricoltura e industria. Mentre per quanto riguarda alcuni comuni  è già vietato irrigare i giardini, riempire le piscine e usare l’acqua durante le ore notturne. I razionamenti per i terreni agricoli sono già in atto a Frosinone e a Latina, dove l’erogazione dell’acqua viene sospesa quotidianamente dalle 12,00 alle 18,00. 

Di conseguenza, i governatori chiedono razionamenti solo per l’uso umano e agricolo e maggiori fondi, compresi quelli derivanti dal Pnrr, per la costruzione di nuovi invasi. Inoltre, è previsto per oggi un incontro sul tema con la Ministra per gli affari regionali, Maria Stella Gelmini.

Situazione preoccupante per il Po

Nessuna buona notizia anche dall’Autorità di bacino del Po, che ha dichiarato, che la situazione del grande fiume versa nello stato di emergenza più grave in assoluto.

Secondo Coldiretti, nella Pianura Padana, dove si concentra il 30% della produzione agricola nazionale, il livello del Po è calato di oltre 3 metri rispetto al punto più basso; dato registrato lo scorso ferragosto.

La proposta per la zone in questione è quella di pensare ad un provvedimento transitorio per equilibrare l’uso dell’acqua rimasta. Ciò significherebbe diminuire i prelievi del 20% al fine da permettere l’irrigazione, garantendo l’afflusso d’acqua anche al Delta.

 

Il decreto siccità e la mappa delle regioni coinvolte

Nel decreto siccità del governo Draghi dovrebbero esserci le prime misure per la riduzione degli sprechi, che consisterebbero nel razionamento dell’acqua e un possibile stop della sua distribuzione durante la notte. 

Stando a quanto riportato da Sky TG 24, allo stato attuale in Lazio, la situazione è grave e il Presidente Zingaretti ha indetto entro mercoledì prossimo, lo stato di calamità che darà strumenti utili a prelievi.

Il Piemonte è la regione più colpita: in oltre 200 comuni l’acqua è già razionata. Gli invasi sono al minimo storico con una riduzione media dal 40 al 50%. Il Lago Maggiore ha perso un metro: da 193,89 metri a 192,83. Le acque del Po non sono mai state così basse negli ultimi 70 anni.

In Valle d’Aosta, i nevai sono già sciolti come se fosse agosto: solo 135 metri cubi al secondo a fronte dei 243 passati. L’acqua conservata nel manto nevoso rispetto alla media storica è in calo del 40-50%. Non succedeva dal 2002.

Stato d’emergenza anche per l’Emilia Romagna, dove si è registrato un caldo record con temperature più alte di 3 gradi e precipitazioni inferiori del 62% della media. Allarme acqua soprattutto per quanto riguarda i terreni e l’agricoltura, che è particolarmente in sofferenza. Primi stop anche per la produzione idroelettrica.

In Molise, la portata dei fiumi è ai minimi storici (-53% rispetto alla media degli ultimi dieci anni). 

Agricoltura in generale completamente in ginocchio: il raccolto del grano italiano sarà inferiore di almeno il 15% con punte del 30% proprio nell’anno in cui mancano le importazioni da Ucraina e Russia. Speriamo in bene, ma sarà dura.

 

Fonti: Ansa; Open; Ansa; SkyTg24

 

 

Margherita Parascandalo

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