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Quando la natura ti salva la vita: intervista a Marika Ciaccia (Life in trek)

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Quando la natura ti salva la vita: intervista a Marika Ciaccia (Life in trek)

Blogger, guida escursionistica ambientale certificata, naturopata. Marika Ciaccia conosce la natura a 360°. Ed è proprio la natura che l’ha salvata dopo una bruttissima parentesi della sua vita. Che oggi è diventata letteralmente una “vita in cammino” (Life in Trek). E che ama condividere con i suoi – quasi 24mila stando ad Instagram, senza contare Facebook e YouTube – followers.

Quanto è importante il rapporto uomo – ambiente? La natura può aiutarci a superare gli ostacoli della vita? Può, cioè, aiutare il nostro spirito (ed anche il nostro corpo ovviamente)? E come avvicinare le persone alla natura fin da piccole? A tutte queste risposte e ad altre ancora ci ha risposto la stessa Marika.

Il tuo obiettivo è far avvicinare le persone alla natura. Quanto è importante il rapporto uomo – ambiente?

Secondo me noi siamo parte della natura, non ci dovrebbe neanche essere questo binomio. L’uomo è un animale, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Non ci ricordiamo che siamo parte della natura, tanto che la stiamo distruggendo. Però in realtà dovremmo conviverci rispettandola. In fondo è casa nostra, ci dà da vivere.

Infatti, come hai scritto tu stessa sul tuo blog, l’uomo non può vivere senza la natura, ma la natura può perfettamente prosperare senza l’uomo. È verissimo in effetti.

Questa è una cosa che mi piace sempre dire. La natura combatte e senza di noi si rigenera. Noi senza di lei non possiamo esistere.

Anche perché nel tuo caso è stata proprio la natura a salvarti. Facciamo un passo indietro. La tua è la storia di una ragazza ancora adolescente, che si è trovata all’improvviso a dover combattere una battaglia, che è riuscita a vincere grazie alle camminate in mezzo alla natura.

Sì. Verso la fine dell’adolescenza ho sentito un forte dolore alla gamba all’improvviso. Facendo dei controlli, ho scoperto di avere una trombosi già in stato abbastanza grave ed un embolo che stava per entrare nel polmone (cosa che poi è accaduta). Sono stata in terapia intensiva e mi hanno detto che sarei morta. In quel periodo della mia vita, da ragazzina pigra quale ero, pensavo solo a me stessa e a divertirmi. In quel momento, quindi, mi è crollato il (mio) mondo addosso. Per fortuna, però, sono sopravvissuta. Quando sono uscita dall’ospedale avevo solo una prescrizione: cammina. La gamba mi faceva davvero molto male, non riuscivo neanche a fare pochi passi di seguito. Ma l’ho fatto lo stesso. È passato tanto tempo (più per lo shock psicologico che per il dolore) e piano piano ne sono uscita. Camminando in città non mi sentivo un granché bene. Spostandomi nella natura sono riuscita a guarire anche spiritualmente. Mi faceva stare bene, in entrambi i sensi, fisico e psicologico.

Del resto, camminare immersi nella natura ha tanti benefici, sia per il corpo che per la mente.

Soprattutto per la mente, almeno per quello che mi riguarda.

Hai parlato anche di quanto sia importante far avvicinare i bambini fin da piccoli alla natura.

È importate, perché i bambini saranno gli adulti del domani. Noi, gli adulti del passato, abbiamo rovinato l’ambiente. Loro sono la nostra speranza. Sono già molto più sensibili all’argomento. Un buon modo per avvicinarli alla natura è farli stare a contatto con il verde, far vedere loro anche le erbe, parlargli degli animali, farglieli guardare, toccare.

Quali sono le aree naturali più belle per gli amanti del trekking (soprattutto per i principianti)?

Per quanto riguarda i principianti è necessario tenere conto che non bisogna sopravvalutarsi. Non conoscendo cosa si andrà a fare si rischia di farsi male, di mettersi in pericolo, di non farcela. I sentieri più turistici sono quelli che piacciono di più, ma sono troppo affollati. Quello che io consiglio sempre è di partire dai sentieri vicino casa. Spesso pensiamo di conoscerli, ma non è così. E restiamo stupiti quando ci accorgiamo delle bellezze che abbiamo a pochi passi da noi. Anche perché quello che conta è il contatto con la natura e quello si può avere in qualunque area verde.

Per non farti mancare niente, sei anche naturopata.

Ho fatto la scuola di naturopatia a Milano, durata 3 anni. Ho tutte le certificazioni. Ma poi, quando è decollato il blog, ho capito che la mia strada era questa. Però è grazie alla naturopatia che sono qui, perché mi ha aperto la mente. Prima ragionavo in modo totalmente diverso.

Nella natura quindi si trovano la maggior parte delle soluzioni ai problemi quotidiani e non?

Secondo me sì. Noi pensiamo di essere più perspicaci e accorti. Ma tanti dei nostri comportamenti li hanno anche gli animali. Ed anche le piante, che noi vediamo come esseri amorfi ed invece sono molto intelligenti. Però non se ne parla, non fa notizia. Invece è bello scoprire queste cose.

Con i social le persone magari potranno finalmente essere sensibilizzate a questi temi?

I social sono un’arma a doppio taglio, perché c’è anche tanta cattiva informazione. Ma, se usati nel modo giusto, sono potentissimi. Dovremmo innanzitutto farci un’autoanalisi: abbiamo un messaggio da mandare? A quel punto possiamo mandarlo ed arrivare a tante persone. E secondo me stiamo sensibilizzando molto i giovani alla natura proprio perché stiamo mandando dei buoni messaggi sui social. 

Anna Gaia Cavallo

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