mercoledì , 19 Maggio 2021
Goal 11
Foto di Pete Linforth da Pixabay

Goal 11: città e comunità sostenibili

Il Goal 11 dell’Agenda 2030 mira a rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Questo Goal è trasversale riespetto ad altri obiettivi: mira, infatti, a estendere a tutti l’accesso ai servizi essenziali, a una casa sostenibile in un ambiente green, a salvaguardare il patrimonio culturale e a proteggere dalle calamità. 

Ad oggi, circa 3,5 miliardi di persone vivono in città, numero destinato ad aumentare fino a 5 miliardi entro il 2030. Un buon sviluppo delle città, quindi, permetterebbe di eliminare la povertà, di raggiungere l’uguaglianza, di ridurre il cambiamento climatico e di garantire servizi igienico – sanitari a tutti. Per questo motivo il Goal 11 dell’Agenda 2030 è così importante: crea le basi per raggiungere molti altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. 

Quali sono i target di questo goal?

Target 


11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e l’ammodernamento dei quartieri poveri 

11.2 Entro il 2030, fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani 

11.3 Entro il 2030, aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i Paesi 

11.4 Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo 

11.5 Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di morti e il numero di persone colpite da calamità, compresi i disastri provocati dall’acqua, e ridurre sostanzialmente le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità 

11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti 

11.7 Entro il 2030, fornire l’accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le donne e i bambini, gli anziani e le persone con disabilità 

11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale 

11.c Sostenere i Paesi meno sviluppati, anche attraverso l’assistenza tecnica e finanziaria, nella costruzione di edifici sostenibili e resilienti che utilizzino materiali locali 

11.b Entro il 2020, aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l’inclusione, l’efficienza delle risorse, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri, lo sviluppo e l’implementazione, in linea con il “Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030”, la gestione complessiva del rischio di catastrofe a tutti i livelli 

Indicatori

In occasione del rapporto annuale, l’ASviS procede all’aggiornamento degli indicatori per misurare l’andamento dei singoli paesi rispetto agli SDGs. Per il Goal 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU gli indicatori compositi sono: 

  • Indice di abusivismo edilizio
  • Incidenza delle aree di verde urbano sulla superficie urbanizzata delle città
  • Superamenti del valore limite giornaliero previsto per il PM10 nei comuni capoluogo di provincia
  • Posti km offerti dal tpl
  • Persone che si spostano abitualmente per raggiungere il luogo di lavoro solo con mezzi privati
  • Persone che vivono in abitazioni sovraffollate
  • Bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia
  • Difficoltà di accesso ad alcuni servizi

Com’è la situazione in Italia e nel mondo in base a questi indicatori?

La situazione nel mondo

Il numero di abitanti delle baraccopoli ha superato il miliardo nel 2018 (cioè il 24% della popolazione urbana). Il numero di persone che vivono in aree urbane degradate è più alto nell’Asia orientale e sud – orientale (370 milioni), nell’Africa sub – sahariana (238 milioni) e in Asia centrale e meridionale (226 milioni). 

Le energie rinnovabili stanno cercando di espandersi, anche se a fatica, nelle città. Inoltre, la rapida urbanizzazione aumenta l’inquinamento atmosferico e molti abitanti, soprattutto nei quartieri più poveri, non dispongono di infrastrutture e servizi adeguati.

L’urbanizzazione non controllata porta al degrado atmosferico e ambientale e, di conseguenza, ha delle ripercussioni sulla salute degli abitanti delle città. Il fenomeno dell’urbanizzazione spinta è infatti indicato come una delle cause delle crisi sanitarie degli ultimi anni.

Per questo motivo, molte città si sono interessate alla causa green investendo, ad esempio, in veicoli pubblici elettrici.

La situazione in Europa


L’Unione Europea, l’area del mondo più avanzata rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ha mostrato segni di miglioramento per il Goal 11 tra il 2010 e il 2017, grazie alla diminuzione della quota di popolazione che vive in abitazioni sovraffollate. Tra il 2017 e il 2018 si è manifestato, invece, un peggioramento, dovuto all’incremento delle persone che vivono in abitazioni soggette a rumori esterni.
 

La Romania si posiziona all’ultimo posto e presenta un valore dell’indice composito minore di 32 punti rispetto alla prima classificata, ovvero l’Irlanda. L’Italia si colloca solo al diciottesimo posto. Non certo un risultato di cui essere fieri.

La situazione in Italia

L’Italia, nonostante abbia registrato un miglioramento tra il 2010 e il 2018, è ancora al di sotto della media europea. La causa è il tasso di sovraffollamento delle abitazioni che si attesta a 27,8%, rispetto ad una media europea del 15,5%.

Nel 2019 è stato registrato un peggioramento, a causa dell’abusivismo edilizio (+5,5% dal 2010 al 2019), del sovraffollamento delle abitazioni (+18,6%) e dall’aumento dell’utilizzo dei mezzi privati per recarsi sul posto di lavoro. Nel 2020, come conseguenza della riduzione degli spostamenti, è aumentata la qualità dell’aria nelle città, ma l’emergenza sanitaria ha diminuito l’utilizzo dei mezzi pubblici.

La politica italiana, però, ha preso importanti iniziative per favorire il raggiungimento del Goal 11 dell’Agenda 2030.

Legislazione

Tra le tante cose, in Italia, la Legge di Bilancio ha istituito un nuovo programma innovativo nazionale per ridurre il disagio abitativo, con una particolare attenzione alle periferie. Che mira a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale. E che prevede un incremento del Fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2.

La medesima Legge ha anche modificato gli incentivi per l’acquisto di veicoli ibridi e elettrici dell’Eco bonus. Ed ha previsto un buono mobilità per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, di veicoli per la mobilità personale a propulsione, ovvero per l’utilizzo di mobilità condivisa, escludendo l’utilizzo di autovetture.  

Il decreto “Rilancio”, invece, ha introdotto una detrazione pari al 110% in cinque anni delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica, di misure antisismiche e di installazione di impianti solari fotovoltaici, di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. La misura è rivolta principalmente ai condomini ed è condizionata al miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Per ciò che concerne il verde, il Decreto “Clima” ha previsto il finanziamento di un programma sperimentale per la riforestazione delle città metropolitane. Ha istituito, inoltre, il Programma Italia Verde, in base al quale viene assegnato annualmente il titolo di “Capitale verde d’Italia” ad una città italiana capoluogo di provincia. 

Fonte: rapporto ASviS 2020 

Marianna Fierro

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