mercoledì , 19 Maggio 2021
smart city

Le Smart City nel mondo: come preservano l’ambiente?

Giorno dopo giorno sentiamo sempre più spesso la parola smart city, che ormai è diventata un termine di uso comune.

Ma cosa significa esattamente?

Smart city ed attenzione all’ambiente

Fu adoperato per la prima volta da Rio de Janeiro nel 2009, per migliorare la qualità della vita ed eliminare gli sprechi oltre che ottimizzare la gestione dei rifiuti.

La città viene definita “intelligente” quando dal punto di vista architettonico e urbano realizza un ambizioso progetto di innovazione tecnologica ed organizzativo. Sempre con un occhio puntato verso l’ambiente. Come?

I servizi sono innumerevoli e spaziano dalla gestione rifiuti, all’organizzazione di spazi comuni, passando per la gestione del traffico, fino ad arrivare all’ottimizzazione dei mezzi e delle strutture pubbliche.

Il settore edilizio, ad esempio, deve poter contare su un’alta efficienza energetica. L‘ideale sarebbe avere dei sistemi informatici in grado di ridurre automaticamente i consumi di luce, riscaldamento e refrigeramento negli edifici.

Altre caratteristiche importanti sono il moderato consumo di acqua, la sicurezza, l’ottimizzazione delle aree verdi ed il senso di comunità attivo tra i cittadini.

Cittadini che devono partecipare ed interagire continuamente con le amministrazioni pubbliche, ma che soprattutto devono raggiungere un grado di formazione, maturità e consapevolezza utile al bene comune.

In sostanza, la smart city è una città sostenibile. Il fine è migliorare la qualità dei servizi offerti alla collettività. Servizi che riguardano ampiamente la tutela dell’ambiente, come abbiamo visto.

I parcheggi pubblici

Sappiamo bene che la maggior parte delle città hanno problemi di traffico e che spesso è difficile anche solo parcheggiare. Questo avviene soprattutto nelle ore di punta dei giorni lavorativi.

Una smart city dovrebbe sempre cercare di risolvere questa situazione, attraverso la creazione di posti auto localizzati all’esterno di una città, chiamati Hub e ben collegati con i trasporti pubblici. Che risolvono – almeno in parte – anche il problema dell’inquinamento.

Meglio ancora se i parcheggi si possono prenotare online, con conseguente beneficio di tutti, dato che si risparmia molto tempo nella ricerca del posto ed evitando inutili code.

La smart governance

Non per ultima, ma probabilmente quella decisiva, la smart city comprende una linea di guida governativa intelligente (smart governance).

La smart governance deve essere necessariamente trasparente, in modo che faccia partecipare attivamente e in sinergia tutti i servizi pubblici e sociali.

Ogni singolo contributo diventa importante per il reciproco miglioramento della comunità.

Ma quali sono le maggiori smart city nel mondo?

In Europa spiccano soprattutto Copenhagen, Londra, Barcellona, Parigi, Oslo, ReyKjavik, Amsterdam, Helsinki, Berlino.

Chiunque abbia visitato per turismo una di queste località, si è reso conto con i propri occhi come tutto sia ben organizzato ed a misura del cittadino.

Qui non mancano le tecnologie avanzate integrate negli spazi pubblici, i trasporti sono altamente efficienti dal punto di vista energetico e logistico. Per non parlare dei numerosi servizi offerti quali il car ed il bike sharing, diventati ormai di uso quotidiano. 

Tra le città del globo che negli ultimi anni hanno raggiunto questo livello di organizzazione ed innovazione possiamo sicuramente elencare, Singapore, Melbourne, Sydney, Shanghai, Boston, Seoul, New York, Tokyo, Rio e Honk Kong.

Singapore

Chi visita Singapore si accorge di vivere in un mondo avveniristico. In un piccolo spazio di pochi km convivono ben 4 milioni di abitanti.

Nella famosa città stato, le raccolte elevate di dati digitati sono essenziali e vengono sfruttati in tutti i progetti pubblici e privati a beneficio della popolazione. 

Dubai

Una città “emergente” è Dubai che, grazie agli imponenti investimenti, ha scalato rapidamente tutte le classifiche.

Non è un caso che la prossima esposizione mondiale nel 2021 si terrà nella città degli Emirati Arabi. Ed avrà come tema quello di “collegare le menti e creare il futuro” (slogan ufficiale dell’evento).

Niente male per una metropoli costruita nel deserto in meno di 20 anni, molto criticata per i suoi sfarzi e gli imponenti consumi, ma che ha saputo avere in breve tempo una visione futuristica e sostenibile.

Ne è un chiaro esempio uno dei quartieri della città, la sustainable city. In cui 3000 abitanti vivono in villette realizzate in maniera efficiente e tecnologica, dotate  ovviamente anche di pannelli solari e serre.

Nella sustainable city si circola solo a piedi, in bici o con mezzi esclusivamente elettrici.

E se ci riesce Dubai, situata in contesti geografiche e climatici sfavorevoli, perché non dovrebbe riuscirci il resto del mondo?

Andrea La Magna

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