sabato , 19 Giugno 2021
climatariano
Foto di silviarita da Pixabay

Il climatariano, che con le sue scelte alimentari vuole cambiare le sorti del Pianeta

Si chiama climatariano e può essere definito “un’evoluzione” del vegetariano. Oppure una via di mezzo tra vegetariano e pescetariano. E ancora, un mix tra vegetariano ed ambientalista. Del resto, i climatariani sono attenti a non mangiare carne e pesce, ma si concedono qualche sgarro, sempre con rigide eccezioni. Sì alle carne bianche e al pesce, ma solo a quello proveniente da allevamento sostenibile. Assolutamente no, ovviamente, alle carni provenienti da allevamenti intensivi. Ma le scelte del climatariano non si limitano solo a questo, ma di questo parleremo dopo.

Quello che è importante specificare adesso è che uno studio dell’Università di Yale spiega che il 30% delle emissioni di carbonio è dovuta a quello che coltiviamo e mangiamo, contribuendo così alla deforestazione e al consumo del suolo. Gli allevamenti intensivi – secondo la Fao – sono responsabili del 14% dei gas serra presenti nell’atmosfera. Il trasporto e il confezionamento dei prodotti alimentari genera emissioni, inquinamento e rifiuti e inoltre ogni anno sprechiamo il 17% del cibo prodotto.

Il climatariano è, in sostanza, una persona pronta a cambiare radicalmente le sorti del Pianeta attraverso le sue scelte quotidiane, partendo dall’alimentazione.

L’origine del termine climatariano

Il termine climatariano è stato coniato dal New York Times nel 2015 – in sostituzione della parola ecotariano – tra i nuovi termini di tendenza nel mondo del cibo, in un articolo che riprendeva a sua volta un libro di Josh Friedland, Eatymology, The dictionary of modern gastronomy. Ma pare che la sua origine sia riconducibile a un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, che lo usarono per la prima volta nel 2005.

Gli esperti sono certi che il numero dei climatariani aumenterà in modo esponenziale proprio in questo 2021, complice l’avvento della pandemia che ha ridisegnato le abitudini del quotidiano. Oggi è massima l’attenzione verso una vita sostenibile e sana.

Quindi cosa mangiamo esattamente i climatariani?

I climatariani, come dicevamo prima, non mangiano carne rossa, con qualche concessione a pollo e pesce, ma solo derivante da allevamento e pesca sostenibile. Anche uova e formaggio devono essere prodotti senza sfruttare gli animali e senza arrecare sofferenza. Comprano solo a chilometro zero, da produttori locali e da una filiera etica, scegliendo frutta e verdura di stagione.

Evitano di acquistare quantità eccesive di prodotti deteriorabili, limitando la produzione di rifiuti e sfruttando anche le bucce di frutta e verdura. Cercano cioè di evitare gli sprechi, riutilizzando in maniera creativa gli avanzi e mangiando ogni parte degli ingredienti.

Del resto, la psicologa Stefania Carnevale osserva che oggi la dieta sta diventando “un tratto distintivo della personalità, come i gusti musicali o le mete di viaggio”. Le nostre scelte alimentari, quindi, dicono molto su chi siamo.

Anna Gaia Cavallo

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