sabato , 19 Giugno 2021
Parco naturale Sirente - Velino
Foto di Valter Cirillo da Pixabay

Perché l’Abruzzo ha ridimensionato il Parco naturale Sirente – Velino?

Dal 18 maggio l’Abruzzo ha ridimensionato il Parco naturale Sirente – Velino, che si estende su 50.288 ettari e comprende 22 comuni. Il consiglio regionale abruzzese ha, infatti, approvato la proposta di legge, con cui si riduce la superficie di un quinto. 

E non è la prima volta che accede ciò. 

La storia del parco

L’Abruzzo pone molta attenzione alla conservazione della natura e degli ecosistemi. Non a caso, è la regione italiana con più parchi naturali. Vi sono il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (il più antico d’Italia), il Parco Nazionale della Maiella e il Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. A questi si aggiunge il Parco naturale Sirente – Velino istituito nel 1989.

Purtroppo, dall’1989 ad oggi, l’Abruzzo ha ridimensionato il Parco naturale Sirente – Velino tre volte: nel 1998, nel 2000 e nel 2011.

L’importanza del parco

Oltre ad essere una meta ambita per sciatori ed escursionisti, ospita molte specie di animali. Infatti, nel parco vivono il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano, il capriolo, il cervo, l’istrice, la volpe, il gatto selvatico e il cinghiale. 

Tra gli uccelli spiccano l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, lo sparviero, il gheppio, il corvo imperiale, il grifone, il falco pellegrino, il lanario, il gufo reale e il picchio verde. 

Numerosi sono anche gli anfibi, ad esempio la salamandra pezzata e il tritone, e i rettili, come il ramarro e varie specie di vipera.

Il Parco naturale è anche una delle più importanti rappresentazioni dell’Abruzzo medievale, grazie ai castelli, ai conventi monastici, alle abbazie e ai suoi centri abitati (di origine medievale).

Quindi, perché l’Abruzzo ha ridimensionato il Parco naturale Sirente – Velino?

La decisione

L’assessore leghista all’Ambiente, Emanuele Imprudente, ha dichiarato che la legge è stata proposta e approvata per agevolare molti paesi compresi nel parco, che da anni chiedevano una perimetrazione diversa.

Infatti, come si legge nella legge, la riperimetrazione era necessaria a causa delle mutate situazioni socioeconomiche del territorio, dell’emergenza dei danni da fauna selvatica (soprattutto cinghiali) che hanno generato problemi agli imprenditori agricoli. 

Nei confini del parco, infatti, è vietata la caccia, la pastorizia, l’allevamento brado, l’uso legale di legname, dei frutti di bosco e lo smaltimento legale dei rifiuti. Queste sono solo alcune tra le limitazioni. 

Inoltre, con questa decisione, la Regione limiterebbe le difficoltà per la ricostruzione post – terremoto, che trova rallentamenti procedurali legati alla presenza dei centri abitati all’interno del perimetro del parco.

L’assessore Imprudente continua affermando che, con questo provvedimento, si è ridotto il numero degli addetti ai lavori e i relativi costi perché questo parco non ha mai funzionato ed è commissariato da sette anni. Aggiunge che gli ettari tagliati sono circa 6.500 e non hanno un particolare valore ambientale.

Le critiche della politica

Ha votato contro il provvedimento solo il M5S, mentre il PD era assente in aula. Tuttavia, la legge è passata solo grazie alla clausola d’emergenza (prevista dal regolamento consiliare), con la quale la maggioranza ha potuto non discutere gli emendamenti (oltre 10mila) del Movimento 5 Stelle. 

Dunque, l’Abruzzo ha ridimensionato il Parco naturale Sirente – Velino, nonostante le forti opposizioni e infatti le critiche non sono mancate.

Giorgio Fedele del M5S l’ha definita una decisione ideologica che strizza l’occhio a chi vuole disboscare e a chi vuole cacciare senza troppi limiti.

Pierpaolo Petrucci, del PD, ha definito la legge retrograda e antistorica nel momento in cui si va verso la transizione ecologica e ha sottolineato che molti comuni hanno invece voluto restare dentro il parco. 

La vicenda è arrivata anche in Parlamento: la deputata del M5S, Patrizia Terzoni, ha chiesto al Governo di portare il caso davanti alla Corte Costituzionale.

Le critiche degli ambientalisti

Anche il mondo associazionistico è intervenuto. Le associazioni ambientaliste denunciano circa 10.000 ettari tagliati, mentre la regione afferma che sono 6.500 ettari. 

Il WWF afferma che in questo modo sono tenuti fuori importanti corridoi faunistici per specie protette come l’Orso bruno marsicano, simbolo dell’Abruzzo. Inoltre, questa decisione trasforma un’area protetta in una comunità montana che non si occuperebbe dei valori ambientali che il Parco deve tutelare.

In totale, sono state 11 le sigle ambientaliste che si sono attivate per impedire il ridimensionamento del parco e hanno raccolto 128mila firme, a cui si sono aggiunti 50 intellettuali abruzzesi.

Tutto ciò è stato inutile. Con il metodo della ghigliottina, l’Abruzzo ha ridimensionato il Parco naturale Sirente – Velino: tutta l’Italia è un po’ più povera.

 

Marianna Fierro

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