venerdì , 30 Luglio 2021
seta vegetale
Foto di Jing da Pixabay

La seta vegetale al posto della plastica?

La seta vegetale al posto della plastica. Questo è il risultato di una ricerca condotta dall’Università di Cambridge.

Non ha fine la corsa verso la scoperta di un sostituto della plastica, ormai condannata a vita. E così, dopo una lunga sperimentazione, l’equipe ha compreso che un “degno” candidato sarebbe stato questo. Parliamo di una specie di seta – come quella dei ragni, per intenderci – ma derivata dal mondo vegetale. Tanto che i loro ideatori l’hanno presentata come “la seta di ragno vegetale”.

La seta vegetale

L’abbondanza di proteine ​​di origine vegetale, nonché la loro biodegradabilità e il basso impatto ambientale, le rendono interessanti materie prime polimeriche per materiali funzionali di prossima generazione, in grado di sostituire gli attuali sistemi.

E c’è di più. Le proteine vegetali non devono essere prodotte appositamente, dal momento che possono essere ricavate anche da scarti industriali. Anche dal punto di vista strutturale sono dei buoni candidati. Sono unità ripetute di amminoacidi che possono autoorganizzarsi in risposta alla specifica sequenza e condizioni ambientali, assumendo conformazioni che sono strettamente correlate alle loro proprietà.

Partendo da queste osservazioni i ricercatori hanno cercato di capire se, utilizzando proteine vegetali, fosse possibile riprodurre qualcosa che mimasse per forza le proteine della seta di ragno.

Lo studio

L’ampia gamma di materiali naturali ad alte prestazioni generati attraverso l’autoassemblaggio multiscala di molecole proteiche ha ispirato gli studiosi a ideare una strategia per la generazione scalabile di materiali a base di proteine. Tuomas Knowles – a capo dello studio – insieme ai colleghi ha provato a replicare la struttura della seta di ragno utilizzando le proteine isolate dalla soia.

Tuttavia, la bassa solubilità in acqua di queste proteine ​​sfida il loro assemblaggio diretto senza la necessità di modifiche e complesse fasi di purificazione.

Come si legge su Nature Communciations:

“in questo lavoro presentiamo un approccio per superare questa sfida nella generazione di materiali proteici a base vegetale scalabili. Escogitando una strategia per controllare il loro assemblaggio molecolare in soluzioni a base acquosa. Dimostriamo la generazione di film robusti su scala metrica con proprietà simili alla plastica senza la necessità di reticolanti covalenti, solventi tossici o materiali o prodotti non biodegradabili”.

In sostanza, utilizzando un solvente a base di acido acetico ed acqua, giocando con le temperature e passaggi di sonicazione, l’équipe è riuscita a produrre un materiale veg – la seta vegetale – ricco di legami a idrogeno come collanti interni. Rimuovendo il solvente rimane un film di materiale resistente all’acqua.

Anna Gaia Cavallo

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