lunedì , 8 Agosto 2022
BORGO SCALEA
Foto di Valter Cirillo da Pixabay

Ripopolare i borghi italiani: 28 mila euro per chi si trasferirà in Calabria

Ripopolare i borghi, anche in Calabria da oggi è possibile. La Regione appena citata, infatti, offrirà ben 28 mila euro (a fondo perduto) a chi deciderà di trasferirsi in uno dei suoi piccoli centri abbandonati. Parliamo di cifre considerevoli, se pensiamo che queste saranno rivolte a una sola persona e per un massimo di tre anni. 

Il progetto è molto simile a quello delle “Case vendute a 1 euro”; un’idea nata in Sicilia e subito diffusasi sia in Italia che all’estero. In questo caso, però, saranno gli affitti ad essere rimborsati a nuovi residenti.

Le zone in questione, nonostante siano arroccate e distanti dai centri urbani, presentano diversi pregi: natura incontaminata, stile di vita più semplice e lento. Per non parlare degli splendidi panorami da ammirare, sia in montagna che al mare.

Procediamo, però, con ordine.

Per quale motivo, sempre più persone stanno decidendo di cambiare completamente le proprie abitudini? Di che numeri parliamo?

E ancora, a chi sarà rivolta l’iniziativa, anche se è ancora in fase di discussione?

Scopriamolo insieme.

I dati Istat sullo spopolamento dei borghi italiani

Per ripopolare i borghi italiani, occorre comprendere il perché del fenomeno, legato all’abbandono di alcuni luoghi nostrani. Secondo l’Istat sono circa 6.000 i Comuni italiani che – da molti anni a questa parte – stanno scomparendo.  Il maggior numero di queste piccole realtà è formata dai 1.001 e i 3.000 abitanti (circa il 45% dei piccoli Comuni ha meno di 5.000 abitanti). Tra il 1998 e il 2016, infatti dai borghi sono andate via quasi 700.000 persone; una perdita del circa 6,5%.

L’Italia, dopo il boom economico del secondo dopoguerra, ha conosciuto il momento di massimo abbandono dei piccoli paesi per spopolamento: il grande esodo degli abitanti che lasciato la terra natia alla ricerca di lavoro e benessere in città. Un fenomeno che coincide anche con l’industrializzazione, eventi naturali, terremoti, alluvioni e smottamenti.

Tendenzialmente oggi c’è un’inversione di rotta, dovuta ai ritmi frenetici di cui tutti siamo vittime.

Continuando sulla scia dello stesso discorso, cerchiamo di entrare nel dettaglio dell’iniziativa calabrese: in che modo si parteciperà e a chi sarà rivolta?

I prerequisiti per partecipare all’iniziativa calabrese

Il bando per ripopolare i borghi calabresi sarà rivolto esclusivamente ai giovani con meno di 40 anni (residenti in Unione Europea) e per un periodo minimo di cinque anni. Inoltre, sarà necessario anche impegnarsi ad avviare un’impresa commerciale in loco, anche di piccole dimensioni. Prerogativa necessaria sia per chi avesse intenzione di aprire un’azienda partendo da zero, o nel caso in cui questa fosse già presente sul territorio. Ultimo requisito: trasferire la propria residenza nel paese in cui ci si trasferisce.

Per chi volesse candidarsi, e nel caso in cui la proposta venisse accettata, il tempo per trasferirsi in Calabria sarà di 90 giorni.

Quali borghi calabresi aderiranno all’iniziativa? 

Tra i borghi calabresi che offriranno fino a 28 mila euro ai nuovi residenti figurano: Santa Severina, Bova, Albidona, Sant’Agata del Bianco, Aieta, San Donato di Ninea, Caccuri e Civita. Il consigliere regionale calabrese Gianluca Gallo, parlando all’emittente televisiva CNN, ha stimato che i nuovi abitanti  potrebbero ricevere tra gli 800 e i 1000 euro al mese.

Ripopolare i borghi calabresi, significa attirare giovani coppie, semmai intenzionate ad avere figli, in modo da aiutare i piccoli centri a non scomparire per sempre.

Margherita Parascandalo

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