martedì , 21 Settembre 2021
Il cambiamento climatico è un problema attuale
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il cambiamento climatico è un problema attuale: lo conferma anche l’IPCC

Il cambiamento climatico è un problema attuale e visibile sotto gli occhi di tutti. Arriva, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, anche la conferma dell’ IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici.

 

Il rapporto

Come emerge dal rapporto, sono principalmente le attività umane che causano il cambiamento climatico. Nel 2019 le concentrazioni atmosferiche di CO2 erano le più alte negli ultimi 2 milioni di anni. Dunque, è necessario ridurre le emissioni di gas serra ma, anche se iniziassimo subito a ridurle, ci vorrebbero diversi decenni (circa 20-30 anni) perché le temperature globali si stabilizzino.

Inoltre, negli ultimi 50 anni la temperatura è aumentata come non mai e lo stesso vale per il livello del mare. Nello specifico, la temperatura media globale del pianeta dal 2011 al 2020 è stata di 1,09° superiore al periodo 1850-1900. Nei prossimi 20 anni la temperatura globale potrebbe aumentare di 1,5° C. Secondo le stime più negative, potrebbe aumentare di oltre 1,5°, fino a 2° C.

Ma quali sono le conseguenze del cambiamento climatico?

 

Le conseguenze

 

Con 1,5° di riscaldamento globale ci sarà un aumento delle ondate di calore, stagioni calde più lunghe e periodi freddi sempre più brevi. Con un aumento di 2°, invece, la situazione sarebbe ancora più grave, sia per la salute umana che per l’agricoltura e l’allevamento.

 

Ma il cambiamento climatico è un problema attuale e oggi più che mai ne vediamo le conseguenze con la maggior frequenza e intensità di fenomeni meteorologici disastrosi.

 

Le inondazioni

 

Con i cambiamenti climatici, in alcune zone, le piogge sono più intense, con conseguenti inondazioni. Basti pensare a quanto è accaduto in Germania, nei Paesi Bassi e in Belgio, dove delle alluvioni hanno causato molti morti, danni a strade e infrastrutture. L’istituto meteorologico nazionale della Germania ha rilevato la caduta di 10-15 cm di acqua tra il 14 e il 15 luglio: in condizioni normale, la stessa quantità d’acqua cadrebbe in un mese.

 

Ma esempi dei danni del cambiamento climatico vi sono anche a casa nostra. Ne è un esempio il lago di Como, in cui in tre giorni di luglio sono caduti 300mm di acqua, tre volte superiore alla media del periodo.

 

Gli incedi

 

Non considerando quelli dolosi, gli incendi sono un altro campanello d’allarme e rendono evidente che il cambiamento climatico è un problema attuale. È il caso della Siberia: negli ultimi giorni le massime hanno raggiunto 38° e il clima secco e arido ha contribuito allo spargersi di incendi. Sebbene in questo periodo gli incendi in Siberia siano comuni, negli ultimi anni sono aumentati a dismisura e hanno distrutto migliaia di ettari di foreste.

 

Infatti, come si legge nel rapporto, in Siberia la temperatura è aumentata più velocemente. Lo stesso avviene ai poli, in cui la temperatura aumenta fino a tre volte di più rispetto all’equatore.

 

Il caldo

 

In generale, le temperature medie stagionali stanno aumentando a dismisura. Le ondate di calore quest’anno sono più che mai frequenti e i nostri termometri più volte hanno toccato o superato i 40°.

 

In Sicilia, l’11 agosto, si è registrata la temperatura più alta della storia d’Europa di 48.8°C.

 

Quanto è accaduto in Canada a luglio è un qualcosa di spaventosamente unico. Il caldo ha superato di oltre 15° la media stagionale: nel villaggio canadese di Lytton è stato raggiunto il record nazionale di 49.6 °C. Il caldo torrido ha provocato oltre 700 morti, ha causato molti incendi e la morte di numerose specie di animali.

 

Questi sono solo alcuni degli esempi più recenti che ci dimostrano che il cambiamento climatico è un problema attuale. Uno studio pubblicato recentemente su The Lancet, inoltre, ha stimato che 5 milioni di decessi all’anno sono collegati all’aumento delle temperature.

 

Il futuro

 

Nel report, però, emerge una speranza per il futuro. Infatti, come si legge, le attività umane, le principali responsabili dell’aumento della temperatura, hanno ancora il potenziale per determinare il corso del clima futuro.

 

Il futuro, dunque, dipende (ancora) da noi. Purtroppo, però, l’azione del singolo cittadino non basta: il cambiamento, deve partire dalla politica.

 

 

 

Marianna Fierro

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