martedì , 21 Settembre 2021
rinaturazione del Po
Foto di Piero Scotto da Pixabay

La rinaturazione del Po nel testo del PNRR

Nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) che l’Italia ha presentato all’Unione europea vi è la rinaturazione del Po, un’importante iniziativa in linea con le richieste dell’UE.

La nascita del progetto

È un grande progetto per la biodiversità e il ripristino ambientale del fiume più lungo d’Italia. Il progetto è stato realizzato dal WWF e dall’ Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei Affini di Confindustria (ANEPLA), con la collaborazione dell’Autorità del Bacino distrettuale del Po e dall’Agenzia Interregionale per il Po (AIPo).

Il progetto per la rinaturazione del Po, dunque, nasce da una collaborazione tra il mondo ambientalista e il mondo delle imprese.

Inoltre, la rinaturazione del Po risponde agli obiettivi dell’UE del Recovery and Resilience Facility (RRF), con il quale chiede ai Paesi membri di tutelare e riqualificare le loro risorse naturali. Inoltre, l’UE con la “strategia europea per la biodiversità” chiede di intervenire sui fiumi (in totale in tutta Europa coprono circa 25 mila km) per ripristinare le pianure alluvionali e le aree umide.

Il progetto

Il progetto si concentra su 32.431,18 ettari, dalla provincia di Pavia fino a quella di Rovigo.

Con la rinaturazione del Po gli obiettivi sono riequilibrare i processi morfologici attivi, aumentare la sicurezza idraulica e recuperare il corridoio ecologico. 

Inoltre, nel progetto vi è il ripristino dei rami laterali e delle lanche, oltre alla riforestazione del letto fluviale e della piana di inondazione con specie autoctone.

Il progetto si integra con i due MAB (Man and the Biosphere) UNESCO presenti sul territorio: “Po Grande” del 2019, che vede coinvolti 85 comuni, e “Delta Po” del 2015. Insomma, si è istaurata una collaborazione per lo sviluppo sostenibile.

Per raggiungere questi fini saranno investiti 360 milioni di euro, con i quali si valorizzerà una grande risorsa per l’Italia. Infatti, come afferma Irene Priolo, presidente di AlPo e Assessore all’Ambiente e difesa del suolo dell’Emilia-Romagna:

Il Po è una grande infrastruttura in grado di coniugare biodiversità, bellezza paesaggistica, turismo e mobilità sostenibile, essendo al contempo risorsa idrica e fonte di energia rinnovabile. Questo progetto ne valorizzerà ulteriormente le potenzialità e peculiarità.

A lungo termine, la rinaturazione del Po può essere un esempio per i fiumi d’Italia, per contrastare la perdita di biodiversità e per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Marianna Fierro

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