lunedì , 18 Ottobre 2021
nuove etichette lampadine
Foto di Jukka Niittymaa da Pixabay

Da oggi nuove etichette (anche) per le lampadine: cosa cambia?

Da oggi ci saranno nuove etichette anche per le lampadine.

Il 1 marzo già erano state introdotte le nuove etichette energetiche per gli elettrodomestici. Applicate a lavastoviglie, lavatrici e lavasciuga biancheria, frigoriferi e congelatori, display elettronici e apparecchi per la refrigerazione. L’obiettivo era ed è offrire ai consumatori informazioni più semplici e smart, migliorando l’efficienza energetica in tutta Europa.

Secondo le stime della Commissione Europea, le nuove etichette energetiche su elettrodomestici e sorgenti luminose potrebbero portare ad un risparmio pari a 38 TWh / anno entro il 2030. Che corrisponde ad un risparmio di energia pari al consumo annuo di un Paese come l’Ungheria.

Nuove etichette per le lampadine: cosa cambia?

Ce lo dice Selectra, il servizio gratuito che confronta e attiva le tariffe di luce, gas e internet.

Tra le maggiori novità delle nuove etichette per le lampadine c’è il ritorno ad una classificazione più semplice con la scala di 7 classi di efficienza energetica – colorata da verde a rosso – da A a G. Addio quindi alle classi supplementari caratterizzate dal segno +, che rischiavano di creare confusione in fase di acquisto.

Previsto inoltre un riscalaggio periodico, ogni 10 anni (circa) o quando una significativa percentuale di modelli sarà presente nelle due classi di efficienza più elevate.

Per quanto riguarda le sorgenti luminose, la nuova etichetta energetica diventa obbligatoria per quelle con o senza unità di alimentazione integrata, direzionali e non direzionali e per quelle parte di un prodotto contenitore.

Una cosa va specificata. Al momento della prima applicazione della nuova etichetta alle lampadine, le classi A, B e C dovrebbero rimanere vuote. I prodotti verranno infatti inseriti nelle nuove categorie attraverso un processo di ‘riscalaggio’. L’obiettivo è quello di stimolare l’innovazione tecnologica e lasciare spazio ai nuovi modelli più efficienti che entreranno in futuro nel mercato. Secondo quanto riporta Enea, ad oggi non sono presenti sul mercato modelli di lampade nelle classi superiori alla D.

Come leggere le informazioni sull’etichetta delle lampadine?

Le nuove etichette delle sorgenti luminose evidenziano il consumo di energia in kWh se accese per 1.000 ore. E, riportando le classi di efficienza energetica, indicano a quale di queste appartiene il modello preso in considerazione.

Introdotto anche un QR code che, scansionato tramite la fotocamera dello smartphone, permetterà di conoscere informazioni supplementari sul prodotto presenti nella banca dati europea Eprel (European product registry for energy labelling).

Come variano costi e consumi?

Per poter emettere luce, una lampadina consuma energia elettrica pari a quanti Watt sono necessari per attivarla. Ed il consumo finisce direttamente in bolletta luce, alla voce “spesa per la materia energia”.

Ogni lampadina ha quindi una potenza espressa in Watt, alla quale come detto sarà associato sull’etichetta un consumo in kWh per 1.000 ore di uso / accensione.

Andando a considerare un utilizzo medio dell’illuminazione di circa 3.000 ore l’anno, Selectra ha confrontato le tipologie di lampadine più comuni.

Una lampadina Led, ad esempio, ha un consumo di circa 35 kWh / anno e un costo medio in bolletta di 7 euro / anno. Questa, con la nuova etichettatura, sarà inserita in classe D o E, a seconda delle prestazioni specifiche. Consumi appena superiori ha una lampadina fluorescente che con 41 kWh / anno e 8 euro / anno in bolletta, che finirà in classe F. Un modello alogeno arriva invece a consumare 123 kWh/anno, facendo salire il costo medio in bolletta a 25 euro. Questa finirà in classe G, essendo di fatto la meno efficiente in commercio.

Un esempio concreto

Selectra ha fornito dei numeri per mostrare l’evidente risparmio.

Ipotizzando una situazione – realistica – di una casa con almeno 10 lampadine, rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza – con un costo medio in bolletta di 350 euro / anno – la sostituzione con un set di lampadine Led (70 euro / anno) risulta più evidente. E permette di risparmiare fino a 280 euro/anno.

Ad oggi con la tecnologia più efficiente a disposizione, le luci Led riescono ad offrire anche una soluzione migliore per lo smaltimento. Sappiamo che il silicio che contengono deve essere correttamente conferito nelle isole ecologiche. Ma nel caso delle lampade alogene lo smaltimento è particolarmente difficoltoso, a causa della presenza di gas altamente nocivi per l’ambiente.

 

Fonte: AdnKronos

Anna Gaia Cavallo

Controlla anche

Hill house, la “casa passiva” che costa un terzo del normale e non ha nessun costo per l’ambiente

L’hill house, o conosciuta anche come casa-collina, è un mix tra un’abitazione e uno spazio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre × quattro =