martedì , 21 Settembre 2021
Foresta
Foto di Mandy Fontana da Pixabay

Forest bathing, che cos’è e dove praticarlo in Italia

Che cos’è il Forest Bathing? Il Forest Bathing nasce in Oriente e prevede l’immersione completa nella natura, con lo scopo di prevenire malattie e stress quotidiano.

Molti studi, infatti, ne confermano ormai i benefici, soprattutto, se la pratica è condivisa con i nostri cari. I livelli di stress e di tossine sembrano abbassarsi notevolmente e rapidamente, permettendoci, dunque, di vivere in maniera più serena. Ciò favorisce la possibilità di rafforzare il nostro sistema immunitario, prevendendo i rischi di pressione arteriosa e anche degli stati depressivi. Il merito di tali benefici sarebbe attribuibile ai fitoncidi, monoterpeni del legno degli alberi, che sembrerebbero anche portare miglioramento agli esseri umani (Morita et al., 2006). 

Queste conoscenze sono ben note ai giapponesi, che fin dall’antichità mettono in pratica la bellezza dello shinrin-yoku, meglio conosciuto a noi come forest bathing, o “bagno nella foresta“. Nello specifico, la pratica si sta diramando molto anche in Europa, in maniera differente e senza la pretesa necessaria di porsi come una cura preventiva per alcune malattie. 

Quali sono le varie modalità e, soprattutto, dove si pratica in Italia? Scopriamolo insieme.

Le varie modalità

Nella maggior parte dei casi, il Forest Bathing prevede il semplice rito di contemplare e abbracciare gli alberi, un gesto che permette di entrare in contatto con l’anima della foresta e di sprigionare energie positive. Oppure, si può semplicemente passeggiare nei boschi, per respirare aria pulita. Come abbiamo detto, però esistono diverse modalità legate alla pratica orientale.

Per ottimizzare gli effetti positivi dell’immersione, sono previste svariate attività tattili e sensoriali. Per rilassare i muscoli ed eliminare lo stress, si è soliti camminare scalzi nella natura. Si può accompagnare il tutto anche con esercizi di respirazione, che hanno lo scopo di eliminare lo stress quotidiano.

Il Forest Bathing può durare poche ore, un’intera giornata, o anche due giorni. Secondo il protocollo giapponese, la terapia può praticata in presenza di particolari alberi, quali lecci, querce o faggi. 

Il Forest Bathing in nord Italia

In nord Italia è possibile fare Forest Bathing in Piemonte. Precisamente nell’Oasi Zegna, dove ci sono tre le aree verdi certificate: il Bosco del Sorriso, il Sentiero del Carabo e il Sentiero della Valsessera.

Lungo il percorso del Bosco del Sorriso sono indicati i luoghi dove sostare per assimilare i benefici  delle piante. Ai più piccoli sono state dedicate tre aree di sosta con grandi libri in legno inerenti alle Favole del Bosco. Il Sentiero del Carabo, è, invece, un sentiero di media difficoltà che richiede circa tre ore di percorrenza. Il sentiero della Valsessera, infine, è un percorso storico di media difficoltà, dove sono presenti piazzole delle carbonaie e locande alpine tipiche del territorio.

In Trentino, invece, è presente un bioparco di faggi in zona Fai della Paganella. Oltre alla presenza di numerosi family hotel, sono stati organizzati due percorsi di Forest Bathing. Il primo prende il nome di percorso dei Giganti e il secondo del Respiro degli Alberi. Inoltre, sul posto sono previste molte attività di trekking per bambini.

In Friuli, è possibile dedicarsi al Forest Bathing nelle Valli del Natisone, in provincia di Udine.

Forest Bathing al centro Italia

Non solo Nord Italia. Anche in centro Italia è possibile godere dei benefici di questa attività. Ad  esempio, è molto apprezzato il Forest Bathing nel Parco della Maremma. Sul posto sono presenti alberi di leccio e piante tipiche della macchia mediterranea.

Qui si può passeggiare lungo i sentieri della Foresta dell’Uccellina, costellato di lecci, sugheri e pini. Al confine tra l’Emilia Romagna e la Toscana è, invece, possibile rigenerarsi nella foresta di abeti bianchi di Camaldoli.

Non può mancare all’appello la regione Lazio. In particolare, qui si può praticare un’immersione nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove il paesaggio è dominato dalle foreste di faggio. Anche al Parco del Circeo si può godere delle virtù della natura attraverso frassini, ontani neri e qualche esemplare di pioppo tremulo. Conosciuta anche come la Selva di Circe, si estende per circa 3.300 ettari e presenta tre aree: la Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia.

Nel cuore dell’Appennino molisano si trova la Riserva Statale Naturale di Collemeluccio-Montedimezzo. Questa è stata dichiarata Mab, riserva Unesco Man And Biosphere. Composta da circa 300 ettari, è una delle 8 Riserve della Biosfera italiane. La Riserva MaB di Collemeluccio-Montedimezzo ha una grande varietà di flora come l’acero campestre, il biancospino e il pruno selvatico.

Forest Bathing al sud Italia

La riserva Naturale Orientata del Bosco di Malabotta, si trova, invece in SiciliaLa riserva naturale si sviluppa su un’area di 3.222 ettari. Il Bosco di Malabotta è, inoltre, uno dei boschi più antichi della Sicilia e ha una varietà ambientale significativa. Inoltre la vegetazione è composta da cerri, faggi, castagni, agrifoglio, leccio e diverse altre specie.

La Riserva Naturale I Giganti della Sila, si trova in Calabria. Qui non esistono ancora percorsi speciali o dedicati al Forest Bathing, ma si può scoprire autonomamente l’immensità dei boschi del Parco Nazionale della Sila.

Non ci resta che sentirsi parte integrante della natura, ora più che mai, visto il momento di grande stress collettivo.

Margherita Parascandalo

Controlla anche

Stoviglie di canna di zucchero e bamboo che si biodegradano in due mesi

Bicchieri, piatti e posate usa e getta, stoviglie di canna di zucchero e bamboo che …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

undici − due =