lunedì , 18 Ottobre 2021
pesca green
Foto di Kanenori da Pixabay

La pesca è sempre più green in Italia e nel mondo

L’attenzione verso la sostenibilità cresce sempre di più. Anche la pesca è sempre più green. A dimostrarlo l’ultimo rapporto annuale del Marine Stewardship Council (Msc), organizzazione non profit responsabile del principale programma per la sostenibilità ittica a livello globale, da cui emerge che è aumentato di 10mila tonnellate il volume di prodotti ittici a marchio blu venduti nel nostro Paese.

Il rapporto

Il volume di prodotti ittici a marchio blu ha così raggiunto quota 37mila tonnellate, dimostrando una crescita del 30% rispetto allo scorso anno.

Il 19% delle catture di pescato mondiale proviene da attività di pesca di piccole e grandi dimensioni coinvolte nel programma di certificazione di Msc. Per un volume globale di pescato corrispondente a 16 milioni di tonnellate.

Rispetto all’anno precedente, le attività di pesca coinvolte nel programma Msc salgono di 18 unità, arrivando a 516. Di queste, 25 risultano sospese a causa di mutate condizioni esterne o dal mancato raggiungimento delle condizioni di miglioramento previste dal programma di certificazione. Mentre 70 si stanno sottoponendo al processo di valutazione di conformità allo Standard.

Rivenditori e consumatori dimostrano che la pesca è sempre più green

Sono 20.075 i prodotti con marchio blu sono disponibili in 63 Paesi del mondo. Di questi quasi 500 si trovano sugli scaffali dei punti vendita in Italia.

In testa alla classifica del volume di prodotti a marchio blu venduti nel mondo vi è la categoria dei surgelati, con le sue 547mila tonnellate di prodotti venduti. A seguire la categoria dei refrigerati, con i suoi 274mila tonnellate vendute.

La pandemia ha visto i consumatori orientarsi maggiormente verso i prodotti ittici a marchio blu Msc congelati (che hanno registrato un aumento del +26% rispetto allo scorso anno) e in scatola (+4%).

Sono crollate le vendite dei prodotti per il food service (- 15%) e di pesce fresco (- 5%).

L’Italia registra l’80% di volumi certificati nella categoria dei surgelati. Mentre la categoria delle conserve ittiche rappresenta il 10%.

È invece tutto ancora da costruire per il mercato del fresco, per il quale non ci sono ancora pescherie certificate Msc nel nostro Paese.

Il mercato MSC

A marzo 2021, erano 84 le attività di pesca coinvolte nel programma Msc nei Paesi in via di sviluppo.

Distribuite in 29 Paesi, queste catturano il 19,8% del pescato coinvolto nel programma Msc. Questo numero è in aumento dall’anno precedente anche grazie a programmi mirati per favorire l’accessibilità al programma Msc da parte di attività di pesca su piccola scala e in Paesi in via di sviluppo. Tra questi il progetto Fish for Good in Sudafrica, Messico e Indonesia.

Il problema principale è che troppi governi continuano a mettere interessi a breve termine prima della sostenibilità mentre a livello globale il livello di pesca eccessiva continua ad aumentare. Perchè la pesca diventi sempre più green è necessario un intervento da parte delle istituzioni.

La pesca eccessiva continua ad aumentare, con più di un terzo (34%) degli stock ittici mondiali attualmente sovrasfruttati. Serve un’azione urgente per superare le sfide che gli oceani devono affrontare.

Il rapporto di Msc sottolinea la necessità che i governi raggiungano accordi sulle quote della pesca di sgombro, aringa e melù nell’Atlantico nord – orientale.

Anche la sostenibilità futura degli stock globali di tonno è a rischio. Le commissioni internazionali responsabili della gestione del tonno devono stabilire solide strategie di cattura.

Anna Gaia Cavallo

Controlla anche

Hill house, la “casa passiva” che costa un terzo del normale e non ha nessun costo per l’ambiente

L’hill house, o conosciuta anche come casa-collina, è un mix tra un’abitazione e uno spazio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

20 + uno =