Attore apprezzatissimo a livello mondiale, l’italo-americano Leonardo DiCaprio, da oltre vent’anni, sta prestando il suo volto e le sue risorse economiche per numerose cause ambientaliste.
Tra gli ultimi investimenti, come non annoverare quello nel settore della carne sostenibile coltivata. Che nella sua totalità, sembra non essere stata visto di buon occhio dalla “Coldiretti”.
Scopriamo insieme e in che modo la star statunitense stia cercando di salvare il Pianeta.
L’inizio dell’attivismo ambientale
Consapevole del pericolo derivante dal riscaldamento globale, nel 1998, il giovanissimo e talentuso DiCaprio, dopo il successo mondiale di “Titanic”, fondò la “Leonardo DiCaprio Foundation”; attraverso questa, anche attualmente, si impegna a promuovere attività di sensibilizzazione e raccolta fondi per la salvaguardia della flora e della fauna. La Fondazione, che non è a a scopo di lucro, ha come obiettivo tutelare gli ecosistemi e le specie a rischio.
In sinergia con il suo staff personale, la star, attraverso la Fondazione, sta combattendo numerose battaglie: proteggere le specie a rischio di estinzione, come i vaquita in Messico, gli squali in California, le tigri in Asia, gli elefanti in Africa.
Dal 2010 ad oggi, la Leonardo DiCaprio Foundation ha raccolto oltre 80 milioni di dollari, finanziando oltre 200 progetti nei 5 oceani del mondo e in 50 Paesi di Asia, America, Africa, Artide e Antartide.
Per quanto riguarda altre iniziative, non molto tempo dopo, o meglio nel 1999, DiCaprio aprì un sito web ufficiale legato a tematiche ambientali. Sempre nello stesso periodo, prese parte in prima persona a numerose conferenze mondiali sulla crisi idrica, la desertificazione e la deforestazione.
L’attivismo dagli anni Duemila
Non solo. A ridosso degli anni Duemila, diventarono sempre più ufficiali i suoi incontri istituzionali: il confronto con l’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e la nomina, nel 2014, come ambasciatore ONU per combattere il cambiamento climatico. Inoltre, venne nominato anche messaggero di pace dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
Per i tanti motivi sopracitati, nel 2016, fu al primo posto tra le 100 persone più influenti del Pianeta, secondo la rivista “Time”.
Come riconoscimento per il suo attivismo, nel 2018, gli è stata anche dedicata la scoperta di un nuovo insetto, il “Grouvellinus leonardodicaprio”.
Nel 2019, inoltre, l’attore ha creato anche la Fondazione ambientalista “Earth Alliance”, per salvare la foresta amazzonica devastata dai tanti incendi dell’ultimo periodo.
Documentari sull’ambiente e per l’ambiente
In linea con l’arte cinematografica, DiCaprio ha anche prodotto molti documentari di stampo ambientalista. Tra i principali lungometraggi, come non citare: “The 11th Hour” (L’undicesima ora), regia di Nadia Conners e Leila Conners Petersen (2007), incentrato sulle sorti del nostro Pianeta; Before the Flood, regia di Fisher Stevens (2016) è, invece, un viaggio-documentario sugli effetti del surriscaldamento globale. Tra i più recenti anche: “Ice on Fire”, “Sea of Shadows” e “And We Go Green”, dedicato esclusivamente ai motori elettrici.
Ad aprile di quest’anno, inoltre, Leonardo DiCaprio, ha annunciato che avrebbe prodotto insieme alla sua società, la “Appian Way”, una serie per “Youtube” dal titolo “Stay Wild”; incentrata sul cambiamento climatico, sulla sostenibilità, sulla fauna selvatica e sugli ambienti a rischio estinzione.
Gli ultimi impegni
Non solo cinema. Sappiamo che il poliedrico DiCaprio, ha speso molto del suo tempo anche durante il Covid per combattere la conseguente crisi economica che inevitabilmente ne è derivata.
In che modo? Fondando l'”America’s Food Fund”, un fondo nato con il supporto di “Apple” e “Ford Foundation” per combattere la crisi alimentare. Nel giro di pochissimi mesi, sono stati raccolti più di 12 milioni di dollari: un numero molto importante, che verrà ridistribuito in favore di tutte quelle famiglie che sopravvivono con un reddito molto esiguo.
Ma non finisce di certo qui. Di recente, infatti, l’uomo dagli “occhi oceanici”, ha pensato di contribuire a cambiare il sistema alimentare globale per combattere la crisi climatica. In che modo? Investendo nella carne coltivata, conosciuta anche come carne sintetica.
L’investimento nella carne sintetica
Leonardo DiCaprio ha di recente investito una somma non precisata nella start up israeliana “Aleph Farms”, che sta lavorando alla produzione di carne sintetica ricavata da cellule bovine modificate. La star del cinema è sceso in campo anche a sostegno della startup olandese di carne alternativa “Mosa Meat”.
Nel 2013, è stata proprio la “Mosa Meat” ad introdurre il primo hamburger sintetico, seguita poi dalla “Aleph Farms”, che ha lanciato la prima bistecca e la prima costata coltivate al mondo.
Sulla base di quanto stilato dalla Fao, entro il 2050, dovrebbe esserci un aumento del consumo di carne tra il 40% e il 70%. Secondo l’organizzazione, la variante coltivata in laboratorio offrirebbe la possibilità di limitare gli impatti negativi legati alla produzione industriale di carne bovina, senza modificare del tutto le abitudini della popolazione. Secondo Leonardo DiCaprio una vera e propria innovazione alla quale bisogna tendere la mano. In quanto riformulare il sistema alimentare globale contrasterebbe i cambiamenti climatici.
Non è della stessa opinione, per quanto riguarda l’efficacia della carne sintetica, la Coldiretti. Per quale motivo?
Il dissenso della Coldiretti sulla carne sintetica
La Coldiretti, di recente, si è opposta fermamente all’idea di investire nella carne sintetica, denunciando di conseguenza il comportamento scorretto dell’Unione Europea. Da “Tuttofood”, la “World Food Exibition” di Milano, l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana ha dichiarato:
“È inaccettabile che la UE finanzi con risorse pubbliche il business privato della ‘carne’ in provetta dietro il quale si nascondono rilevanti interessi economici e speculazioni internazionali dirette a sconvolgere il sistema agroalimentare mondiale”.
Il riferimento è allo stanziamento di 2 milioni di euro è riconducibile alla “Nutreco “e alla “Mosa Meat”, che come già abbiamo detto, è stata supportata dalla star statunitense. Il supporto finanziario è stato, a detta della Coldiretti, elargito nell’ambito del programma “React Eu”. Che la Commissione europea aveva avviato per rispondere alla crisi generata dall’emergenza Covid.
Il commento di Leonardo DiCaprio sulla carne sintetica
Una vera e propria rivoluzione contemporanea, in cui DiCaprio crede ciecamente:
“Uno dei modi più efficaci per combattere la crisi climatica è rimodellare radicalmente il nostro sistema alimentare globale. Mosa Meat ha aperto la strada a un modo più pulito e gentile di produrre vera carne di manzo con il primo hamburger di manzo coltivato al mondo nel 2013.”
Non ci resta che porgi una domanda: il progresso ci fa paura, perché pensiamo che in fondo ci sia qualcosa di innaturale nella prospettiva futura? O semplicemente, ci sono uomini lungimiranti e miliardari più coraggiosi di noi? A voi la risposta.
Ecobionews
