lunedì , 29 Novembre 2021

Fattorie sociali, una realtà agricola e aggregativa sempre più presente in Italia

Sono circa 3000 le fattorie sociali in Italia; una realtà agricola e aggregativa alternativa, che ha radici anche sociali. 

Infatti, nella maggior parte dei casi parliamo di progetti che offrono forme altre di welfare partecipativo, territoriale, in prossimità di zone più isolate e decentralizzate. Un modo per far comprendere che anche le attività produttive, in questo caso agricole e zootecniche, possano generare aggregazione e sviluppo.

Detto ciò, procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere che cosa siano nell’effettivo le fattorie sociali e quali siano i vantaggi anche a livello locale.

Che cosa sono le fattorie sociali?

Le fattorie sociali sono delle vere e proprie attività, in cui c’è una certa dinamicità culturale, educativa, assistenziale, formativa e occupazionale. Tutto a vantaggio di soggetti deboli o a rischio di marginalizzazione.

Ufficialmente nate negli anni Novanta in Olanda come social-care farms, realtà simili iniziarono a diffondersi anche a livello nazionale già a partire dagli anni Settanta. Periodo in cui vennero riconosciute importanti riforme in campo socio sanitario (un esempio è la legge “Basaglia”) fondamentali per promuovere tematiche sociali quali il disagio mentale, la tossicodipendenza e la condizione carceraria.

Di molteplici tipo sono le fattorie sociali: cooperative sociali, aziende agricole private a conduzione familiari, associazioni di volontariato, fondazioni, comunità rurali, case famiglia. Nell’ultimo periodo, inoltre, hanno preso sempre più forma strutture socio sanitarie specifiche, che prevedono attività in ambito soprattutto agricolo.

Ma che cosa si fa di concreto nelle fattorie sociali?

Le numerose attività delle fattorie sociali

Le principali attività lavorative che si svolgono all’interno delle strutture, prevedono il reinserimento di persone socialmente emarginate, quali, ad esempio, detenuti ed ex detenuti, disoccupati di lungo corso; minori in condizione di forte disagio familiare, soggetti con varie dipendenze o vittime di discriminazioni e pregiudizi, persone con disabilità psicofisica.

Tendenzialmente le attività ludico ricreative sono rivolte ai più giovani, come asili verdi e campi estivi. Agli adulti vengono proposte iniziative all’interno di orti sociali e orti urbani.

I vantaggi di vivere in una fattoria sociale

Le fattorie sociali favoriscono l’inclusione, attribuendo così al mondo agricolo anche un valore sociale.

Quali sono i vantaggi? Migliorare il proprio rapporto con la natura, tipico dell’attività agricola, in quanto la materia viva, vegetale e animale favorisce l’autostima e di recupero di sé. Prendersi cura degli altri, significa vivere in maniera più equilibrata la propria emotività. Pensiamo alle pratiche di ortoterapia o di pet therapy

Inoltre, il lavoro nelle fattorie sociali è molto flessibile, sia in termini di orari che di mansioni; un modo per rafforzare l’adattabilità e la multifunzionalità.

Infine, queste forme di aggregazione rafforzano il sistema locale, soprattutto nei territori più degradati dove, talvolta, le opportunità lavorative scarseggiano. Un esempio concreto è il Sud Italia.

Sorge, quindi, spontanea una domanda: esiste un modo per visionare geograficamente le fattorie sociali italiane? Certo che sì.

La mappa delle fattorie sociali

La prima rete, o meglio la prima mappa interattiva, di fattorie sociali nacque esattamente nel 2005. Nel tempo questa è diventata poi un punto di riferimento territoriale per quanto riguarda tutte quelle progettualità che ruotano attorno alle strutture alternative. 

A livello locale, in Campania, ad esempio, esistono cinque fattorie sociali molto note: 

  • La Cooperativa Sociale “Guardo Oltre” (Scafati SA), che grazie a una serie di partecipanti, gestisce la struttura alberghiera Villa Julia. All’interno della quale si pratica una vacanza assistita per soggetti svantaggiati;

 

  • La fattoria sociale “Fuori di Zucca” (Lusciano CE) è stata promossa nel 2006 dalla Cooperativa Sociale “Un fiore per la vita”. “Fiori di zucca” si trova all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico di Aversa. Al suo interno si producono ortaggi bio e si allevano animali da cortile: galline ovaiole, oche, coniglietti e asini. Inoltre, con molta frequenza si realizzano attività agrituristiche e didattiche;
  • La Fattoria Sociale “Melagrana” (Dugenta BN) svolge soprattutto attività agricole e zootecniche. Non solo. Al suo interno esistono: servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi ed occupazionali in favore di soggetti deboli e svantaggiati. Mission della fattoria è, inoltre, promuovere l’inserimento socio lavorativo di soggetti disabili e svantaggiati;
  • La società cooperativa sociale “Fata Morgana” (Campoli del Monte Taburno BN). La struttura dispone di circa 200 mq suddivisi su due livelli, ed è accreditata come Comunità Educativa a dimensione familiare (minori 4-13 anni). Non esclude l’inserimento di persone svantaggiate di varia natura;
  • La Società Cooperativa GEA Irpina Impresa Sociale – Fattoria Sociale – Onlus (Pratola Serra AV) realizza programmi territoriali di inclusione e coesione sociale. Capaci di unire il “Welfare dei Servizi Sociali” e il “Welfare dei Beni Sociali”.

Le fattorie sociali sono piccoli esempi concreti, capaci di unire il lavoro – essenzialmente agricolo – alla socialità aggregativa e inclusiva.

 

Margherita Parascandalo

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