lunedì , 29 Novembre 2021
Foto di Adam Derewecki da Pixabay

Londra, scoperti dagli studiosi della “Zoological Society of London” diverse specie animali e squali nel Tamigi

A Londra, nel Tamigi, sono stati scoperti dagli studiosi della Zoological Society of London (ZLS) diverse specie animali e squali.

Come, appunto, certifica il rapporto della ZSL, le acque del fiume londinese che taglia in due la capitale inglese, sono tornate a popolarsi di specie animali davvero insolite, tra cui: foche, cavallucci marini, trampolieri e addirittura squali; habitat vitali che sono alla base di un ricco ecosistema di biodiversità. 

Un grande traguardo in termini ambientalisti. In quanto, il Tamigi, da quando nel 1957, venne dichiarato biologicamente morto in alcune parti, ha avuto, poi, in seguito, paradossalmente, un sorprendente recupero.

Rielaboriamo insieme che cosa è stato scoperto dalla ZSL.

Diverse specie animali e squali nel Tamigi

Negli anni Cinquanta il Tamigi venne dichiarato in parte “biologicamente morto”.

Nello specifico, il fiume venne considerato una vera e propria fogna a cielo aperto. Di conseguenza, la vita animale qui, per via del suo altissimo tasso di inquinamento, fu processata come conclusa.

Dagli anni Novanta però la situazione, per fortuna, è notevolmente migliorata, grazie all’introduzione di un sistema di filtraggio degli scarichi, capace di trattenere le sostanze chimiche dannose. Per questo motivo i livelli di ossigeno sono tornati a crescere e il fosforo è diminuito. 

Tutto ciò, è stato confermato, con ulteriori dettagli significativi, dal rapporto condotto dalla ZSL.

Lo studio della Zoological Society of London (ZSL)

Come già abbiamo detto precedentemente, il rapporto sullo stato del Tamigi, condotto dalla Zoological Society of London (ZSL), evidenzia i cambiamenti da quando il fiume è stato dichiarato “biologicamente morto” ad oggi.

Nello specifico, sono state ritrovate, dal 1990 in poi, numerosi uccelli, mammiferi marini e habitat naturali. In calo, secondo gli esperti, però, alcune specie ittiche trovate nelle aree di marea del Tamigi. Gli scienziati hanno affermato che sono fondamentali ulteriori ricerche per determinare la causa.

I dettagli del rapporto

Il rapporto mostra, inoltre, che il livello del mare a Silvertown è aumentato di 4,26 mm all’anno dal 1990. E che nel Tamigi vivono più di 100 specie di pesci.

Gli scienziati hanno rivelato, anche, che la qualità dell’acqua è migliorata, con concentrazioni di ossigeno disciolto che mostrano un aumento (dal 2007 al 2020).

Non solo. I livelli di ossigeno stanno migliorando, ma i nitrati delle acque reflue stanno peggiorando. Anche se gli studiosi sperano che la situazione non peggioerà, quando quella che viene definita la “super fogna” inglese, ossia il Thames Tideway Tunnel, verrà inaugurata nel 2025.

La vera preoccupazione, però, attualmente, restano gli effetti del cambiamento climatico. Infatti, il livello del mare aumenta di 4 mm all’anno e la temperatura del Tamigi cresce di 0,2 °C ogni 365 giorni. Tali mutamenti potrebbero avere un forte impatto sulla fauna selvatica dell’estuario.

Ritorniamo, però, brevemente sulla questione del Thames Tideway Tunnel.

La questione del Thames Tideway Tunnel 

Sotto la sezione di marea del fiume Tamigi, nel 2025 verrà aperto il Thames Tideway Tunnel, ossia una rete fognaria combinata di 25 km su Londra. La struttura catturerà 39 milioni di tonnellate di acque reflue non trattate.

Il Thames Tideway Tunnel probabilmente sarà la più grande rete fognaria d’Europa, con non pochi dubbi sulle sue prestazioni. Molti ambientalisti, infatti, affermano che la sua messa a punto causerà molti problemi  in termini di habitat nell’arco di un decennio. E che esistono alternative più economiche e ambientaliste, per drenare l’acqua piovana nel suolo e non nelle fogne.

Anche il gruppo di studiosi dello Zoological Society of London sta cercando di capire bene le situazione.

Il commento di Alison Debney

Sulla questione Tamigi e dell’annesso rapporto di cui abbiamo parlato prima, Alison Debney, zoologa della ZSL, ha detto la sua:

“Gli estuari sono uno dei nostri ecosistemi trascurati e minacciati. (…) Ci forniscono acqua pulita, protezione dalle inondazioni e sono un importante vivaio per pesci e altri animali selvatici. L’estuario del Tamigi e i suoi habitat associati “carbonio blu” sono di fondamentale importanza nella nostra lotta per mitigare i cambiamenti climatici e costruire un forte e resiliente futuro per la natura e le persone. Questo rapporto ci ha permesso di esaminare davvero fino a che punto è arrivato il Tamigi nel suo viaggio verso il recupero da quando è stato dichiarato biologicamente morto e, in alcuni casi, di stabilire delle basi da cui partire per il futuro“.

Fonti: Bbc; zls.org

 

Margherita Parascandalo

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