lunedì , 8 Agosto 2022

Italia e Francia, ecco la stretta sull’agroalimentare

È stato siglato il 26 novembre scorso il  Trattato del Quirinale tra l’Italia e la Francia. 

Molti sono i punti chiave dell’accordo, che mira essenzialmente a favorire la transizione dei sistemi agroalimentari, le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche registrate nell’Unione Europea.

Altro aspetto fondamentale del Trattato è debellare l’agropirateria, intesa come contraffazione di prodotti alimentari. Non solo, anche l’apertura all’etichettatura Nutriscore è tema di confronto.

Scopriamo insieme i dettagli sul Trattato del Quirinale.

I dettagli del Trattato del Quirinale

Il Trattato del Quirinale è stato firmato, nel Palazzo del Quirinale a Roma, lo scorso 26 novembre, dal Presidente francese Emmanuel Macron e dal Presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Draghi.

L’obiettivo della stretta di mano è migliorare le relazioni franco-italiane, in particolar modo dal punto di vista industriale e culturale. Questo permetterebbe all’Italia non solo di ritrovare un suo posto per quanto riguarda il sistema economico e sociale europeo, ma anche nell’ottica di un’intesa tra Italia-Francia-Germania. Che di fatto si è andata consolidando nei più recenti scenari europei.

Gli obiettivi del Trattato del Quirinale

In maniera più dettagliata, il Trattato del Quirinale è stato pensato per favorire la transizione dei sistemi agroalimentari. Nello specifico, i due Paesi interessati “agiscono di concerto a livello europeo per favorire la resilienza, la sostenibilità e la transizione del sistema agricolo e agroalimentare; garantendo al contempo la sovranità alimentare dell’Unione Europea”.

Concretamente, attraverso l’accordo, le due parti hanno intenzione di lottare contro gli sprechi alimentari, favorire progetti inerenti allo sviluppo sostenibile nell’ambito delle filiere agroalimentari e dell’agricoltura biologica. Fondamentale è per i due stati anche contribuire alla salvaguardia della fertilità e della biodiversità del suolo.

Non solo. L’Italia e la Francia, così come gli altri paesi europei, s’impegnano, inoltre, a sostenere progetti di lotta alla deforestazione. In particolar modo in relazione al Partenariato delle dichiarazioni di Amsterdam. 

Una altro aspetto da tenere in considerazione per quanto riguarda il Trattato, e che necessita una certa attenzione, è il fenomeno dell’agropirateria.

Combattere l’agropirateria

Per agropirateria, che è una frode a tutti gli effetti, si intende la contraffazione di prodotti alimentari perlopiù a marchio DOC, IGT, DOP, IGP.

L’agropirateria ovviamente non riguarda solo prodotti italiani  (parmigiano, mozzarella, prosecco, salame, pecorino). Molti sono anche articoli imitati di origine francese, dallo Champagne al Bordeaux, dal Beaujolais al Cognac fino al Brie e al Camembert.

Combattere il fake food, o meglio il cibo contraffatto, non solo protegge i consumatori ma anche l’economia. E quindi di conseguenza l’occupazione, delle filiere agroalimentari.

Questo è stato ribadito anche da Coldiretti attraverso i suoi vertici: “Italia e Francia si impegnano a sostenere, proteggere e promuovere, sia nell’Unione Europea che nei Paesi terzi. A livello bilaterale, plurilaterale e multilaterale, le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche registrate nell’Unione Europea”. 

Un altro aspetto fondamentale del Trattato del Quirinale riguarda l’apertura al Nutriscore; sistema di etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato in Francia e pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto.  

Pensare al Nutriscore

Dal 1 gennaio 2022 inizierà il semestre di presidenza francese dell’UE. Molto importante, secondo Confagricoltura, annunciata dal governo francese, la cosiddetta “clausola a specchio”, da inserire negli accordi commerciali dell’UE e i Paesi terzi. Questa prevede che, per accedere al mercato unico, le importazioni agroalimentari rispettino le regole europee in termini di sicurezza alimentare.

Un’apertura per quanto concerne la sicurezza alimentare è stata dimostrata anche a proposito dell’etichettatura Nutriscore.

Sull’etichettatura, però, che prevede l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di due scale correlate, Mario Draghi ha espresso le sue perplessità. In quanto escluderebbe dalla dieta i prodotti sani.

Nonostante le divergenze su Nutriscore, si auspica a un dialogo per cercare di superare le differenze tra Italia e Francia.

 

Margherita Parascandalo

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