giovedì , 19 Maggio 2022
Foto di Gary Barnes da Pexels

Coldiretti: in Italia sono ben 56mila gli under 35 che hanno scelto l’agricoltura come lavoro principale

Secondo un’analisi condotta da Coldiretti sono quasi 56mila i giovani italiani che hanno scelto di costruirsi un futuro migliore attraverso l’imprenditoria agricola.

Nello specifico parliamo d’investimenti, che riguardano la terra, la coltivazione l’allevamento, le bioenergie e l’economia green. 

Tali dati sono emersi grazie a uno studio dell’associazione sulla base del rapporto del Centro studi Divulga, in occasione degli Oscar green e la Giornata mondiale della Terra. 

Le cause principali della scelta giovanile sarebbero attribuibili alla pandemia, che come ben sappiamo ha sconvolto completamente il nostro mondo “tradizionale” e al conflitto bellico che perdura in Ucraina.

Probabilmente, la scelta di posizionarsi nel mondo agricolo ai tempi attuali, è riconducibile anche alla crisi dell’approvvigionamento alimentare dei cittadini. Basti vedere i rincari legati ai beni di prima necessità. 

Pertanto, anche l’istruzione legata al settore agricolo è in netto aumento.

Scopriamo ulteriori dettagli dell’indagine insieme.

 

I dati sull’istruzione legati al mondo agricolo

Secondo un’analisi condotta sempre da Coldiretti su dati forniti dal Miur, gli studenti italiani che hanno deciso di orientare la propria istruzione sugli indirizzi agricoli delle scuole superiori, sono aumentati del 36%, negli ultimi due anni. 

Un profondo cambiamento di cui è testimone il boom di iscrizioni da parte degli allievi presso istituti professionali in Agricoltura, Sviluppo Rurale, Valorizzazione dei Prodotti del Territorio e Gestione delle Risorse forestali e montane. A questi si aggiunge la presenza degli indirizzi di Agraria, Agroalimentare e Agroindustria degli istituti tecnici; aumenti del 17%.

A tal proposito Veronica Barbati, Delegata dei giovani Coldiretti, ha precisato:

“E nelle classi non ci sono solo figli di famiglie agricole ma sempre più anche giovani appassionati con genitori lontani dal mondo della terra. Molte sono le possibilità di studio offerte: dalla zootecnia al lattiero caseario, dalla coltivazione di cereali a quello della frutta. Passando dalla viticoltura e dal vino all’olio di oliva, dallo studio di boschi e foreste fino al vivaismo ma non mancano neppure le nuove frontiere della multifunzionalità, dall’agriturismo alla vendita diretta”.

Se spostiamo l’asse dell’indagine al mondo universitario, sono oltre 50 i nuovi percorsi attivati nei diversi ambiti disciplinari italiani. Stando alle valutazioni di Coldiretti, si va da Biotecnologie per la Gestione Ambientale all’Agricoltura Sostenibile; dall’Agricultural engineering al Precise And Sustainable Agriculture, dall’Enogastronomia d’Impresa fino ad arrivare al benessere animale con il corso di laurea dedicato all’Animal Care.

E dopo i percorsi di studio legati al mondo dell’agricoltura, come non citare l’incremento degli under 35 che si affacciano a questo mondo.

 

I dati sugli under 35 raccolti da Coldiretti

Negli ultimi cinque anni le aziende agricole guidate dagli under 35 sono aumentate del 2% in Italia. 

Il valore della produzione agricola di cui i protagonisti sono i giovani nostrani, conclude Coldiretti, è pari a 4.964 euro ad ettaro; il doppio dei giovani agricoltori francesi (2.129 euro/ettaro). A seguire i tedeschi (3.178 euro a ettaro) e poi gli spagnoli (2.008 euro/ettaro).

Secondo l’Osservatorio smart agrifood parliamo di un vantaggio notevole per la nostra Nazione, anche grazie alla rivoluzione tecnologica e digitale, con investimenti di circa 1,6 miliardi nell’ultimo anno.

Ma in concreto che cosa sta spingendo la generazione dei ventenni e dei trentenni ad investire nel settore agricolo?

Le cause che spingono i giovani a ritornare all’agricoltura

Guerra e pandemia stanno spingendo le nuove generazioni al ritorno in campagna. Non solo. “I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l’Italia per crescere deve tornare ai valori concreti e puntare su quegli asset di distintività nazionale. Che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il cibo, del quale oggi è a tutti chiara la strategicità” – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

In un mondo che corre in maniera così sfrenata, l’origine del “tutto” interessa sempre più ragazzi cresciuti di recente a “pane e smartphone”.

 

Fonte: Coldiretti

Margherita Parascandalo

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