mercoledì , 24 Febbraio 2021
bio italiano
Foto di silviarita da Pixabay

Il 19% dei cinesi ha acquistato almeno un prodotto bio italiano durante la pandemia

Buone notizie per il nostro Paese. Il bio italiano è tra i più apprezzati dai cinesi.

Con un valore pari a 8 miliardi di euro, la Cina rappresenta il quarto mercato al mondo che consuma bio – esattamente l’8% sul totale mondiale – in forte ascesa già a partire dal 2013. È proprio a ridosso della pandemia, che il cliente della “Grande Muraglia” risulta essere più attento alla salute, al benessere. E a comprendere quanto sia necessario nutrire attenzione nei confronti del buon cibo, soprattutto se italiano.  

Questo è quanto è emerso dal webinar organizzato da “Ita.Bio” – la piattaforma promossa da “Ice” e “Federbio” e curata da “Nomisma” (Società di consulenza Strategica e Aziendale) – dal titolo “Internazionalizzazione del bio made in Italy: focus Cina”.

Scopriamo insieme in che termini sia in uso il biologico in Cina. E soprattutto per quale motivo quello italiano sia stato così fortemente apprezzato dai consumatori orientali. 

Quanto Bio si consuma in Cina? I dati di Nomisma

L’interesse verso il mondo del bio, come già detto, è in forte crescita in Cina. A confermarlo sono i numeri che ha registrato “Nomisma”: 3 milioni di ettari coltivati secondo lo specifico metodo in questione. Pari a una crescita del +188% in soli 8 anni. Infatti, le vendite di prodotti bio sul mercato interno hanno dimensioni assolutamente non trascurabili. Sono poco più di 8 miliardi di euro (+70% rispetto al 2015) le vendite mondiali inerenti ai prodotti biologici italiani in Cina.

L’indagine ha coinvolto un campione di 1.200 abitanti – residenti tra Pechino, Shanghai, Guangzhou – con una età compresa tra i 18 ed i 55 anni e con redditi superiori a 6.000 RMB (moneta cinese). L’acquirente bio per eccellenza è un millennial con figli, che usa spesso il mondo dell’online per fare acquisti alimentari. 

Indicizzando ancora di più il target di riferimento, “Nomisma” rende noto che tra i maggiori clienti ci sono cittadini che fanno parte della “upper class” (cinesi con un reddito mediamente alto e con un titolo di studio elevato). Non solo. Molti di questi scelgono i prodotti biologici in base soprattutto alla loro provenienza. Il 22%, per l’esattezza, fa attenzione a questo aspetto quando fa la spesa bio, prediligendo prodotti di altissima qualità, soprattutto se italiani. 

Garanzie che sono diventate ancor di più importanti durante la pandemia. Il 3% – quasi 500 mila cinesi – ha iniziato ad acquistare biologico per la prima volta durante il 2020; il 47% già lo preferiva e ne ha incrementato l’uso. 

Sorge una domanda. In che termini è amato il biologico italiano dai cinesi e che cosa nello specifico preferiscono mettere sulla loro tavola, tra le varie specialità esportate all’estero?

Il Bio italiano scelto dai cinesi

Stando sempre all’indagine condotta da “Nomisma”, ad attirare di più il popolo asiatico è la qualità impareggiabile del “food&bavarage” bio nostrano.

Il 19% dei consumatori cinesi dichiara di aver acquistato almeno una volta nell’ultimo anno prodotti alimentari rigorosamente “Made in Italy” e di essere molto soddisfatto per questa scelta.

Tra quelli maggiormente apprezzati dai millenials cinesi, quelli lattiero – caseari (soprattutto latte per l’infanzia), ma anche carne insieme ai suoi derivati.

E ancora. La pasta e i prodotti da forno sono quelli per cui i cittadini stranieri in questione concepiscono l’italianità come un valore aggiunto per i loro acquisti. 

Il commento di Carlo Ferro

A tal proposito, Carlo Ferro, Presidente dell’Agenzia ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – ha dichiarato durante il webinar organizzato da Ita.Bio: 

“E come ICE, in accordo con il Patto per l’Export, abbiamo rafforzato il nostro supporto alle imprese nella transizione verso questi modelli, combinando reazione e visione attraverso una serie di azioni tra cui: il potenziamento degli accordi di e – commerce, le fiere virtuali, la blockchain per la tutela del Made in Italy e la formazione di digital export manager. La crescente propensione anche del mercato cinese verso alimenti di qualità italiana e biologici certificati rappresenta un’importante opportunità per l’agroalimentare italiano (…) che possono interessare anche le imprese ancora non certificate che vogliono diversificare la loro offerta e sviluppare nuovi mercati”. 

Sapere che il bio italiano sia apprezzato così tanto anche in Cina, è davvero una grande soddisfazione per tutto il Paese.

Margherita Parascandalo

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