venerdì , 30 Luglio 2021
biologico biodiversità
Foto di Alain Audet da Pixabay

Chi dice biologico dice biodiversità

Chi dice biologico dice biodiversità.

Il settore in Italia è in crescita. Basti pensare che oggi ci sono due milioni di ettari coltivati, più di 80 mila aziende ed il 15,8% della superficie agricola è bio (cioè il doppio della media europea).

Il mercato negli ultimi dieci anni è cresciuto del 142%. Questo è un chiaro segnale che qualcosa sta cambiando. C’è la necessità di fare scelte consapevoli (da parte dei consumatori). E di produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute (da parte dei produttori). 

Il modello di produzione e di consumo, in sostanza, sta cambiando. Complice senza dubbio la duplice crisi che stiamo vivendo (ambientale e sanitaria).

L’importanza della biodiversità

La biodiversità contribuisce in maniera decisiva alla vita del pianeta attraverso milioni di geni che servono a comporre la struttura vivente, migliaia di piante e animali che popolano la Terra e innumerevoli organismi che costituiscono gli ecosistemi naturali.

Rappresenta un elemento centrale nello sviluppo di un’area, di un habitat o di un ecosistema. Ciò significa che proteggere la diversità biologica di un territorio consente di preservarlo. 

Numerosi studi scientifici – condotti negli anni – hanno dimostrato una correlazione tra perdita di biodiversità e aumento di calamità naturali (terremoti, inondazioni, tempeste tropicali).

Biologico e biodiversità

Si stima che in Europa, nell’ultimo quarto di secolo, in seguito all’espandersi delle pratiche agricole di tipo intensivo, vi sia stato un forte impoverimento di varietà e quantità di specie presenti nelle campagne.

Nell’agricoltura biologica, al contrario, il concetto di biodiversità è un principio fondamentale. Perchè in questo caso ogni organismo vivente viene tenuto in considerazione.

Del resto, gli elementi principali dell’agricoltura biologica sono la protezione e l’incremento della fertilità del suolo. Ed è qui che entra in gioco la biodiversità (nel senso letterale del termine). Perchè è proprio qui che si concentra il 90% della biodiversità del Pianeta.

Le pratiche agro – ecologiche favoriscono il sequestro del carbonio nel terreno, contrastano il cambiamento climatico e preservano la biodiversità sotterranea.

Come l’agricoltura biologica difende la biodiversità

Ogni anello della catena di produzione dei prodotti biologici è studiato per mantenere e, dove è possibile, incrementare la diversità delle piante e degli animali. 

La maggior parte delle pratiche agronomiche impiegate in agricoltura biologica influisce positivamente sulla biodiversità.

Qualche esempio? L’impiego di concimi organici e il divieto di impiegare pesticidi e fertilizzanti sintetici incrementano la biodiversità del suolo e quindi aumentano la concentrazione dei microrganismi che vivono nel terreno. L’adozione della rotazione delle colture, con un’appropriata scelta delle varietà, aumenta la biodiversità a livello genetico e specifico. La scelta di coltivare varietà locali di piante e razze autoctone di animali induce a mantenere e a tutelare la biodiversità e le peculiarità delle differenti aree territoriali.

Agro – biodiversità

L’agrobiodiversità rappresenta la diversità genetica all’interno degli agroecosistemi. La centralità della biodiversità per il biologico comprende anche le specie vegetali per la coltivazione e le razze animali per l’allevamento. E l’utilizzo delle varietà più adatte alle specificità degli ecosistemi locali.

E non solo. Nell’agricoltura biologica la figura dell’agricoltore ritorna a essere centrale rispetto all’agricoltura industriale che ne ha marginalizzato il ruolo mettendo al centro pacchetti tecnici predisposti dall’agrochimica. Nel biologico l’agricoltore deve conoscere bene la propria terra, il clima, le relazioni pianta – ambiente e impiegare le proprie competenze per rispettare la vocazione del territorio.

La conversione al biologico è un’opportunità importante per il contrasto al cambiamento climatico e per frenare la perdita di biodiversità. E, al tempo stesso, rappresenta una possibilità concreta di sviluppo per i territori rurali e per l’occupazione dei giovani.

 

Fonte: FederBio

Anna Gaia Cavallo

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