venerdì , 30 Luglio 2021
cucine a energia solare
Utente: Daniel Mietchen / gallery

Cucine a energia solare: una soluzione sostenibile ed economica

Le cucine a energia solare sfruttano l’energia della luce solare per riscaldare e cuocere alimenti e bevande. 

Molti di questi fornelli hanno un profilo tecnologico basso e sono poco inquinanti, in quanto non viene usato nessun tipo di carburante per farli funzionare. In altri casi, però, le cucine a energia solare sono più sofisticate e di conseguenza i costi di produzione sono più alti. Infatti, esistono anche dei forni solari professionali che raggiungono temperature che superano i 250° C. 

In che modo funzionano queste cucine alternative? 

Nella maggior parte dei casi, una superficie a specchio – con un’elevata riflessione speculare – viene utilizzata per concentrare la luce del sole in una piccola area di cottura. 

Molte persone in diverse parti del mondo cucinano a fuoco aperto usando combustibili da biomassa. Le cucine a energia solare – oltre agli inevitabili vantaggi economici – riducono anche il problema della deforestazione.

Purtroppo queste sono meno utili di notte, in presenza di un tempo nuvoloso e vicino ai poli, laddove il sole è basso nel cielo. Pertanto quando si presentano tali condizioni è consigliabile una fonte di cottura alternativa.

I tipi più comuni di cucine a energia solare 

Nel 1767, il geologo svizzero Horace – Bénédict de Saussure fornì la prima descrizione accademica relativa ai principi di un fornello solare. 

Ad oggi, infatti, esistono oltre 300 modelli di fornelli solari, resi efficaci attraverso differenti metodi di cottura. Anche se nella maggior parte dei casi i principi di base sono sempre gli stessi. 

Tra i più comuni: i fornelli a scatola solare e i fornelli a pannelli solari. Entrambi funzionano in maniera efficace per la cottura lenta. Sono tendenzialmente economici sia dal punto di vista dell’acquisto che della progettazione. A partire dagli anni Cinquanta sono state utilizzate numerose varianti di questi modelli per introdurre la cottura solare nei paesi in via di sviluppo deforestati

I fornelli solari parabolici invece concentrano la luce solare su un unico punto. Sono molto apprezzati in Europa e in Asia. Arrivano a temperature molto alte e richiedono una fabbricazione più complicata. 

Altri tipi

Esistono anche i fornelli solari a tubi sottovuoto, che permettono di realizzare prelibatezze grazie alle proprietà isolanti della camera di cottura a tubi sottovuoto. Infatti, il tubo di cottura centrale è in vetro borosilicato – resistente agli shock termici – e ha un vuoto sotto la superficie per isolare l’interno. Quest’ultimo, tra l’altro, è rivestito con rame, acciaio inossidabile e nitrile di alluminio, al fine di assorbire e condurre il calore dai raggi del sole.

A parte quelle elencate, esistono ovviamente anche altre tipologie di cucine a energia solare. 

Non di rado alcune di queste vengono costruite in zone di estrema povertà e rappresentano un’alternativa sostenibile ed economica per cucinare e nutrirsi. È l’esempio di Maximino Antonio Piedad e di Usman Dalhatu, che le hanno progettate per aiutare coloro che versano in situazioni di difficoltà. 

Il contributo di Maximino Antonio Piedad e Usman Dalhatu

Con l’intento di aiutare i più bisognosi, il messicano Maximino Antonio Piedad ha realizzato un fornello solare utilizzando unicamente materiali di riciclo. 

Per molti messicani, che non hanno acceso neanche ai servizi basici, le cucine a energia solare sono una salvezza, dal momento che il loro utilizzo annulla completamente i costi di elettricità, gas e legati all’uso del legno. Il brevetto di Piedad – che ha sfruttato una vecchia parabola – è arrivato anche all’attenzione degli Stati Uniti.

Usman Dalhatu è invece un giovane ingegnere e inventore nigeriano, che ha ideato un chiosco a energia solare per il cibo di strada. L’intenzione è stata quella di ridurre l’impatto ambientale dello street food e di ammortizzare i costi per quei venditori che si trovano in situazioni vulnerabili. 

Non solo sostenibilità quindi, ma anche una mano tesa e concreta in questo momento così particolare. 

Margherita Parascandalo

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