venerdì , 30 Luglio 2021
Emilia - Romagna sostenibilità
Foto di Valter Cirillo da Pixabay

L’Emilia – Romagna continua a puntare sulla sostenibilità

L’Emilia – Romagna continua a puntare sulla sostenibilità. Prosegue e si rafforza il Programma di sviluppo rurale per il periodo 2021 – 2022, forte dei 408,9 milioni di euro – +35% rispetto alla programmazione precedente – destinati alla Regione nel prossimo biennio di transizione, in attesa del nuovo Psr 2023 – 2027.

Nella programmazione 2014 – 2020 sono stati concessi a livello regionale 1 miliardo e 150 milioni di euro di contributi. Di cui 850 già erogati alle aziende agricole.

Il Piano messo a punto dalla Regione guarda a giovani, investimenti, innovazione e transizione ecologica. Per la crescita di un settore che, proprio durante l’emergenza sanitaria, ha fatto capire quanto sia fondamentale l’agroalimentare per il presente e il futuro del mondo.

Il ruolo del lavoro e dell’ambiente

Vengono potenziate le linee di intervento sulla competitività delle imprese, cui saranno destinate 186,8 milioni di euro tra risorse Feasr (156,5 milioni) e risorse Euri (30,3 milioni). Ed i riflettori saranno puntati anche sulla sostenibilità, cui saranno destinati 199,8 milioni di euro (176,7 milioni Feasr più 23,1 milioni Euri). L’Emilia Romagna, insomma, vuole ripartire dalla sostenibilità e dal lavoro.

E, restando in tema ambientale, sono in atto nuovi progetti di forestazione (8,2 milioni) e azioni di contrasto ai danni prodotti dal cambiamento climatico. Che dovranno prevenire, in particolare, quelli da gelate tardive che negli ultimi tre anni hanno messo in ginocchio la produzione ortofrutticola regionale (circa 5 milioni). Interventi che peseranno per oltre l’83% delle risorse sulle misure di investimento, circa l’11% sul premio di primo insediamento dei giovani e il 5% su innovazione e ricerca.

E ancora. Il piano prevede sostegno agli imprenditori che operano in zone svantaggiate e aumento delle coltivazioni bio (110 milioni), gestione sostenibile delle risorse idriche (6,9 milioni di euro), forestazione, attività di prevenzione dei danni da fauna selvatica e riduzione delle emissioni di ammoniaca (17,4 milioni). Interventi che saranno destinati per l’86% ad aiuti agli agricoltori che adottano metodi produttivi sostenibili. Circa l’8%, invece, sarà destinato a investimenti finalizzati alla sostenibilità e circa il 4% a progetti di innovazione e formazione.

La montagna

Capitolo a parte meritano gli interventi per la montagna. Che prevedono misure specifiche per la tutela ambientale degli ecosistemi forestali, per il contrasto all’abbandono attraverso pagamenti compensativi, per i servizi alla popolazione e la promozione territoriale (a quest’ultima misura sono destinati 19,6 milioni di euro per l’approccio Leader GAL).

Vanno inoltre ricordati gli interventi che avranno ricadute rilevanti sui territori più fragili. Tra cui l’agricoltura biologica, la tutela delle razze animali e le varietà vegetali autoctone a rischio di erosione genetica.

I giovani

Un ruolo da protagonisti nella crescita economica anche per i giovani. Le leve azionate per stimolare la competitività riguardano i nuovi insediamenti dei giovani e la strutturazione delle loro imprese (53,6 milioni di euro). E non solo. Anche l’ammodernamento, in generale, delle aziende agricole e agroindustriali (117,5 milioni).

Nel complesso, grazie alle nuove risorse saranno attivati investimenti delle imprese emiliano – romagnole per oltre 440 milioni di euro. Ed avranno sostegno 500 nuovi giovani titolari di aziende.

E ancora. Saranno incentivati oltre 12mila ettari di superficie agricola destinata al biologico e mantenuti 300mila ettari di terra coltivati con metodi di agricoltura sostenibile. Saranno realizzati più di 5mila interventi di formazione a sostegno della conoscenza, circa 25 nuovi progetti dei Goi, gruppi operativi innovazione e attivati nei prossimi 18 mesi circa 20 nuovi bandi.

Come ha affermato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini:

“La pandemia ci ha insegnato ancora di più quanto è fondamentale un sistema agroalimentare capace di resistere alle avversità. C’è bisogno di garantire il ricambio generazionale e la trasmissione di saperi, insieme alla ricerca e all’utilizzo di nuove tecnologie, per generare buona occupazione e salvaguardare il reddito”.

 

Fonte: Regione Emilia – Romagna

Anna Gaia Cavallo

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