mercoledì , 4 Agosto 2021
Comuni Rifiuti Free
Foto di Elf-Moondance da Pixabay

In Italia aumentano i Comuni Rifiuti Free

In Italia aumentano i Comuni Rifiuti Free. Si producono cioè sempre meno rifiuti e si punta sempre di più sulla raccolta differenziata. Soprattutto al Sud, ma non solo. Sono 25 in più rispetto allo scorso anno i centri che producono meno di 75 kg di indifferenziato per abitante e per la prima volta sono rappresentate tutte le regioni (fermo restando che la situazione peggiora leggermente al Nord).

Legambiente – con il premio ai Comuni Ricicloni 2021 – ha fotografato la situazione attuale dei rifiuti in Italia. Ed ha sottolineato quanto gli italiani e le singole comunità si stiano impegnando nella raccolta differenziata per un corretto smaltimento dei rifiuti.

Solo pochi giorni fa, all’Eco – Forum – giunto alla 28ª edizione – l’associazione ambientalista ha premiato i Comuni virtuosi più impegnati nella raccolta differenziata.

I Comuni Rifiuti Free

Quest’anno sono 623 – nel 2020 erano 598 – i Comuni italiani che producono meno di 75 kg di indifferenziato per abitante da avviare a smaltimento e hanno una percentuale di differenziata superiore al 65%.

Dal 2019 ad oggi i Comuni “rifiuti free” sono quasi raddoppiati. Questo soprattutto molte piccole realtà del Sud Italia. Il Meridione, infatti, lancia segnali incoraggianti (tranne alcune regioni, come la Puglia). Oggi i Comuni del Sud oggi sono il 26% di quelli in classifica (nel 2020 costituivano il 20,4%, nel 2019 il 15,3%).

Si registra invece un lieve calo al Nord. Il 67,9% dei Comuni sono settentrionali, in calo rispetto al 73,1% del 2020 e al 77% del 2019.

Anche nel Centro si registra una lenta discesa. I Comuni del Centro rappresentano appena il 6,1%.

Una cosa va sottolineata. Circa il 70% dei Comuni Rifiuti Free 2021 fa parte di un consorzio.

C’è una sola nota “dolente”. Se si guarda non al comune virtuoso ma ai singoli cittadini impegnati, si registra un lieve calo (oggi sono 3.542.624, circa 110 mila in meno rispetto allo scorso anno).

Il premio Legambiente

Quattro Comuni hanno ottenuto il premio Rifiuti Free: Trento, Pordenone, Treviso e Belluno.

Ad aggiudicarsi il premio come vincitori assoluti della categoria dei Comuni sopra i 15mila abitanti sono, invece, i centri di Baronissi (SA), Castelfranco Emilia (MO), Porcia (PN), Fonte Nuova (RM), Porto Mantovano (MN), Certaldo (FI), Pergine Valsugana (TN).

Altri premi sono stati invece assegnati nella categoria “Cento di questi Consorzi”, legata ad esperienze consortili sotto i 100mila abitanti. Ai primi posti la Amnu Spa (Trentino – Alto Adige), seguita dalla Comunità Montana del Sarcidano Barbagia di Seulo (Sardegna, provincia di Cagliari) e da Asia Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale (ancora Trentino – Alto Adige).

Mentre tra i consorzi sopra i 100mila abitanti dominano realtà venete, con al primo e secondo posto il Consiglio di Bacino Priula e quello di Bacino Sinistra Piave (provincia di Treviso). Sale sul terzo gradino del podio la toscana Alia Servizi Ambientali Spa.

In generale la maggior parte dei Comuni Rifiuti Free 2021 sono rappresentati da quelli con meno di 5 mila abitanti e tra i 5mila e i 15 mila.

Tra i “Ricicloni” quest’anno si va da paesini con poco più di cento abitanti, come Palù del Fersina in Trentino, ad altri più noti come Avetrana, di circa settemila residenti.

Tutti i premiati

Per la prima volta nella storia del premio in tutte le regioni italiane si trovano Comuni Rifiuti Free. Ecco tutti i Comuni premiati.

Archi (CH), Pratola Peligna (AQ) in Abruzzo. Tramutola (PZ) in Basilicata. San Benedetto Ullano (CS) in Calabria. Ginestra degli Schiavoni (BN), Morcone (BN), Baronissi (SA) in Campania. Civitella di Romagna (FC), San Prospero (MO), Castelfranco Emilia (MO) in Emilia Romagna. San Vito di Fagagna (UD), Chions (PN), Porcia (PN), Pordenone in Friuli Venezia Giulia. Sant’Ambrogio sul Garigliano (FR), Vitorchiano (VT), Fonte Nuova (RM) nel Lazio; Balestrino (SV), Luni (SP) in Liguria. Bianzano (BG), Boltiere (BG), Porto Mantovano (MN) in Lombardia. Torre San Patrizio (FM), Camerano (AN) nelle Marche. Ferrazzano (CB), San Martino in Pensilis (CB) in Molise. Rivarone (AL), Pino Torinese (TO) in Piemonte. Volturino (FG), Avetrana (TA) in Puglia. Galtelli (NU), Orosei (NU) in Sardegna; Longi (ME), Partanna (TP) in Sicilia. Chiesina Uzzanese (PT), Serravalle Pistoiese (PT), Certaldo (FI) in Toscana; Palù del Fersina (TN), Altopiano della Vigolana (TN), Pergine Valsugana (TN), Trento in Trentino Alto Adige. Calvi dell’Umbria (TR) in Umbria; Issogne (AO) in Val d’Aosta e infine Monfumo (TV), Maser (TV), Vedelago (TV) e Treviso in Veneto.

Le regioni con più Comuni virtuosi

Tra le regioni note per il loro impegno nel riciclo, quest’anno si osserva un lieve calo di comuni virtuosi. In Trentino-Alto Adige meno diciotto, Lombardia meno sedici e Veneto meno sei.

Nella classifica delle regioni con più comuni virtuosi in testa rimane il Veneto (162 Comuni), seguito da Lombardia (91) Trentino – Alto Adige (60), Sardegna (48 Comuni) Friuli – Venezia Giulia (47) e Abruzzo (46).

Grande crescita della Sardegna, con +39 Comuni Rifiuti free. Buona la situazione anche in Abruzzo (+8), Piemonte (+11), Emilia Romagna (+10).

Situazione particolare quella della Valle d’Aosta, che entra nella lista, ma con soli 3 Comuni (il 4,1% di tutta la Regione).

Male invece la Puglia con soli 2 Comuni Rifiuti Free (in pratica lo 0,8% di quelli dell’intera regione), seguita dall’Umbria (2 Comuni, il 2,2%).

L’economia circolare

Il concorso di Legambiente – patrocinato dal Ministero della Transizione Ecologica e in collaborazione con Conai, Comieco, CoReVe, CoRePla, CiAl, Ricrea, Rilegno, CIC – Consorzio Italiano Compostatori, Assobioplastiche, FaterSmart ed Eurosintex – offre risultati incoraggianti. Puntare sull’economia circolare è possibile ovunque, in tutta Italia, senza distinzioni tra Nord e Sud.

Come sostiene il presidente di Legambiente Stefano Ciafani:

“Il passaggio da un’economia di tipo lineare a una di tipo circolare da Nord a Sud è possibile, a partire dal lavoro di amministrazioni virtuose e sindaci attenti. Servono però altri interventi incisivi. Come l’applicazione della tariffazione puntuale, in nome del principio “chi inquina paga”, e la realizzazione degli impianti di riciclo e riuso, a partire dal Meridione, senza i quali l’economia circolare non esiste. Occorre una nuova norma nazionale per tartassare economicamente lo smaltimento dei rifiuti in discarica, tramite la revisione del relativo tributo speciale e la previsione di un pagamento in base ai kg pro – capite annui avviati a smaltimento”.

 

Fonte: LaRepubblica

Anna Gaia Cavallo

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