lunedì , 18 Ottobre 2021
Toscana biologico
Foto di Antonio Benedetti da Pixabay

In Toscana (altri) 80 milioni verranno destinati al biologico (e non solo).

In Toscana (altri) 80 milioni verranno destinati al biologico (e non solo).

Sono aumentate le disponibilità per il bando per l’agricoltura biologica e per quello delle aree soggette a vincoli. Incrementi che permetteranno di pagare tutte le domande arrivate.

Complessivamente l’importo supera i 100 milioni di euro, a cui si aggiungono fondi stanziati per le zone soggetti a vincoli.

Ad annunciarlo è la regione stessa.

I fondi

La giunta ha integrato le risorse della misura 11 del Psr per l’introduzione e mantenimento dell’agricoltura biologica. Alla dotazione iniziale di 20 milioni quindi se ne aggiungono altri 80, grazie ai fondi per il periodo transitorio 2021 – 2022.

Altri 7,9 milioni in più invece saranno destinati alla misura 13 per le indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli.

Il biologico in Toscana

In Toscana l’agricoltura biologica è una realtà importante. Ad oggi rappresenta già più del 32% della superficie agricola utilizzata.

Le superfici biologiche hanno raggiunto i 144 mila ettari. Gli operatori sono oltre 5.000, tra cui vi sono colture foraggere (30%), cerealicole (17%), viticole (10%) e olivicole (11%).

La regione si è posta l’obiettivo del 40% della superficie agricola coltivata a biologico entro il 2030. Non a caso, solo pochi mesi fa, proprio in Toscana – precisamente a Fiesole – era nato un biodistretto.

Le nuove risorse stanziate dalla regione consentiranno di pagare tutte le domande delle 5800 aziende che hanno già partecipato al bando della misura 11 e delle 10mila aziende che hanno presentato domanda sulla misura 13.

Il pagamento dei contributi e degli indennizzi è previsto a partire da novembre 2021.

Perchè integrare i fondi

La decisione di integrare i fondi destinati al biologico in Toscana è promossa dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefania Saccardi. 

Per l’assessore quella di aumentare le risorse è stata una scelta utile per dare un segnale sull’attenzione della regione sulle produzioni biologiche e sui modelli sostenibili a basso impatto. Tutto ciò in attesa del nuovo periodo di programmazione 2023 – 2027.

Questa considerevole integrazione servirà a sostenere le attività agricole nelle aree con maggiore difficoltà territoriali, questo è certo. Ma non solo. Sarà utile anche per le tremila aziende che già operano nel biologico. E per tutte quelle che intendono introdurre questo metodo di coltivazione.

Anna Gaia Cavallo

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