lunedì , 18 Ottobre 2021
L'inquinamento da plastica costa
Foto di Sergei Tokmakov Terms.Law da Pixabay

L’inquinamento da plastica costa: ma quanto esattamente?

L’inquinamento da plastica costa. Non solo in termini di salute. Entro il 2040 l’intero ciclo di vita della plastica potrebbe generare un costo sociale pari a oltre 7mila miliardi di dollari. Questo è quanto emerge dal rapporto di Dalberg commissionato dal Wwf, dal titolo “Plastics: the costs to society, the environment and the economy”.

L’inquinamento da plastica quanto costa?

L’intero ciclo di vita della plastica genera costi esorbitanti. Solo nel 2019 ammontano a 3.700 miliardi di dollari (più del Pil dell’India cioè).

E non dobbiamo trascurare i costi nascosti. Come evidenzia il Rapporto, nel 2019 il costo di produzione per una tonnellata di plastica è stato di poco superiore a mille dollari. Ma il prezzo non tiene conto delle esternalità negative. Ad esempio, il costo delle emissioni di gas serra lungo l’intero arco di vita della plastica ammonta a più di 171 miliardi di dollari. La sola gestione dei rifiuti plastici – tra raccolta, selezione, smaltimento e riciclo – è costata, solo in un anno, più di 32 miliardi di dollari.

Si stima che i rifiuti plastici marini, derivanti dalla plastica prodotta nel 2019, costeranno, in termini di riduzione dei servizi ecosistemici, 3.100 miliardi di dollari.

La mancanza di dati completi, avverte il Rapporto, impedisce una corretta stima dei costi per tutti gli aspetti negativi legati al mondo della plastica. In sostanza il costo finale che potrebbe essere più alto di quello stimato attualmente.

Le iniziative dei governi basteranno?

Probabilmente no. Perchè questi hanno focalizzato l’attenzione solo su una fase del ciclo di vita, o su un ambito troppo ristretto, come il divieto dei sacchetti di plastica monouso.

Nonostante ciò, sappiamo che le iniziative di economia circolare messe in atto fino a ora possono ridurre gli impatti negativi della plastica. Riducendo dell’80% il volume annuo dei rifiuti plastici negli oceani e facendo diminuire del 25% le emissioni di gas serra.

Serve, però, un’azione a livello globale, capace di guidare un cambiamento sistemico.

C’è bisogno di un trattato contro la plastica

Si fanno strada sempre più richieste, da parte della società civile, delle aziende e delle istituzioni finanziarie, di introdurre un nuovo trattato globale sull’inquinamento marino da plastica. 

Il trattato dovrebbe introdurre una serie di iniziative. Tra cui:

  • stabilire obiettivi nazionali e piani di azione per la riduzione, il riciclaggio e la gestione della plastica, compresi meccanismi di segnalazione trasparenti che riconoscano la natura transfrontaliera del problema;
  • stabilire definizioni e standard armonizzati per prodotti e processi, applicabili in tutti i mercati e lungo la catena del valore della plastica;
  • implementare misure di monitoraggio per tutte le politiche relative alla produzione, raccolta e gestione dei rifiuti da parte degli stakeholder;
  • istituire un organismo scientifico globale che sintetizzi le migliori ricerche su come diminuire l’inquinamento da plastica e microplastica in natura;
  • fornire supporto sia dal punto di vista finanziario che tecnico, condividendo le best practice internazionali, incoraggiando una maggiore ricerca, rendicontazione e contabilizzazione dei costi associati al ciclo di vita della plastica da parte della comunità accademica.

Cosa cambierebbe?

L’adozione di un trattato a livello internazionale potrebbe portare, a cascata, i governi ad introdurre una serie di iniziative nazionale per ridurre i costi della plastica, i rifiuti e incentivare il riciclo.

Secondo il Wwf, è necessario investire in sistemi di gestione dei rifiuti ecologicamente corretti, anche nei Paesi in cui i rifiuti plastici vengono esportati per lo smaltimento.

E non solo. Servirebbe una legislazione sull’effettiva responsabilità del produttore. Che garantirebbe una maggiore responsabilità delle aziende nelle fasi di raccolta, riduzione, riciclaggio e gestione dei rifiuti.

In ultimo, sarà fondamentale lavorare a livelli subnazionali per stabilire solidi piani di gestione e meccanismi contabili trasparenti che prevengano la fuoriuscita di plastica nei sistemi idrici o altri meccanismi di smaltimento dei rifiuti mal gestiti.

 

Fonte: ASviS

Anna Gaia Cavallo

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