sabato , 26 Novembre 2022
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Ismea, in Italia sono in aumento le superfici investite per il biologico, in calo, invece, i consumi

Nella nostra Nazione sono in netto aumento le superfici investite per il biologico, insieme agli operatori coinvolti, ma sono in calo i dati relativi ai consumi.

Questo è quanto è emerso dal convegno organizzato a Roma da Ismea -Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare – . Al dibattito hanno partecipato: il Sottosegretario alle Politiche Agricole Francesco Battistoni, Federbio, Aiab Assobio, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Italiane, Anabio -Cia, Confagricoltura e Copagri.

Dalla riunione, valutando i dati Sinab, è emerso che la superficie biologica italiana è aumentata del 4,4%, arrivando a sfiorare i 2,2 milioni di ettari a fine 2021. Sotto altri punti di vista, la situazione a tratti è stabile, per altri meno. 

A che cosa ci riferiamo? Quali sono stati gli aspetti determinanti?

Scopriamolo insieme.

In uno scenario bellico, Bruxelles ha confermato il pacchetto di iniziative del Green Deal: sviluppo dell’agricoltura biologica, con il target del 25% della superficie europea a bio entro il 2030.

In Italia, invece, è stata approvata una legge nazionale sull’agricoltura biologica, volta alla promozione di cospicue risorse riservate al settore nella programmazione 2023-2027 della nuova Pac.

Ovviamente, dapprima la pandemia, poi la guerra e adesso la siccità, lasciano presagire molti dubbi.

Nonostante ciò, come già detto, la superficie biologica in Italia è in aumento. Cioè? Cosa è venuto fuori dal convegno?

I dati Sinab – Ismea

La superficie biologica italiana è aumentata del 4,4%, arrivando a sfiorare i 2,2 milioni di ettari a fine 2021.

Il mantenimento di questo ritmo di crescita anche nei prossimi anni permetterebbe di raggiungere i 2,7 mln di ettari al 2027 e toccare i 3 mln al 2030; valore prossimo al target Farm to Fork del 25% di superficie destinata al biologico.

La situazione, però, cambia in base alle regioni italiane: ad esempio, in Campania (+55%), in Toscana (+25%) e Friuli-Venezia Giulia (+23%) le superfici biologiche crescono rapidamente; la Sicilia, che in cima alla classifica, ha comunque perso in un anno più superficie biologica di quanta ne conti l’Abruzzo.

Tali dinamiche dipendono dalle diverse scelte operate dalle Regioni. Ma quali sono le coltivazioni biologiche più gettonate?

Il biologico in crescita: quale? 

Tra le diverse coltivazioni bio è un grande momento per le colture permanenti (+3,5% in totale). Si riducono, invece, gli agrumeti (arance -17,2% e limoni -0,8%) e rimangono sostanzialmente stabili i meleti bio (-0,4%) e gli oliveti (+0,5%). In generale, comunque, aumentano i vigneti (+9,2%) e i noccioleti (+12,5%), le superfici investite a cereali (+2,8%). Stabili le colture foraggere (-0,7%) e i prati e pascoli (-0,8%).

E per quanto riguarda gli aspetti legati alla zootecnia, agli operatori bio e alla spesa alimentare?

La zootecnia biologica

L’analisi della zootecnia biologica fa emergere che lo sviluppo del settore, con una incidenza dei capi allevati, rimane inferiore al 10%.

Il rallentamento della conversione degli allevamenti dipende dall’impossibilità di poter far uso di antibiotici, dalla difficile reperibilità; dall’alto costo dei mangimi biologici, dalla bassa richiesta del mercato, fino agli alti oneri che comporta la riconversione delle strutture d’allevamento a un modello più estensivo.

Gli operatori bio

Relativamente agli operatori certificati a bio, i dati Sinab indicano una crescita di oltre il 5% rispetto al 2020. Questo è stato possibile grazie ai 4.413 nuovi ingressi nel sistema di certificazione, che hanno portato a 86.144 il numero complessivo di produttori, preparatori e importatori biologici.

Tra le imprese biologiche, particolare attenzione va riservata anche al settore ittico. Per quanto riguarda l’acquacoltura biologica sono, infatti, 69 le aziende certificate (+12,8% rispetto al 2020), presenti soprattutto in Veneto e in Emilia-Romagna.

La spesa alimentare 

Sul fronte della spesa alimentare di prodotti biologici, nel 2021, si è registrata per la prima volta una riduzione degli acquisti di alimenti e di bevande legate al mondo del biologico. 

Dopo l’ottima performance del 2020 (+9,5%), il valore della spesa si è infatti contratto del 4,6%, portandosi a 3,38 miliardi di euro. Rimasta invariata l’incidenza del bio sul totale degli acquisti agroalimentari (3,9%).

Le evidenze sui primi 5 mesi del 2022 (Gdo) evidenziano un’ulteriore riduzione dell’1,9% su base annua, in un contesto di generalizzata crescita dei prezzi.

Questo aspetto, purtroppo, è stato davvero determinante.

Fonte: Ismea

Margherita Parascandalo

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