Si è appena conclusa la raccolta firme per cercare di promuovere un referendum al fine di abolire la caccia nel nostro Paese.
A lanciare la petizione è stato il “Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia”, secondo cui il referendum proposto tenderebbe ad abrogare alcuni articoli della legge 157/92, che permetterebbe di vietare la caccia in tutta l’Italia.
L’iniziativa, che è stata lanciata a luglio in Campidoglio, presso la Sala Piccola della Promoteca, ha raggiunto poco più di 500mila firme da presentare alla Corte di Cassazione. Anche se sarebbe stato necessario averne altre “di sicurezza” per non rendere vano il lavoro portato avanti negli ultimi tre mesi. Parliamo di 600 mila così da essere al sicuro nel caso in cui qualcuna delle 500mila risultasse nulla.
Nello specifico, tre sono state le modalità per manifestare la propria approvazione nei riguardi di un possibile referendum: firmare presso gli uffici comunali, aderire all’iniziativa tramite firma digitale e in conclusione firmare presso i banchetti organizzati dai volontari di tutte le piazze nazionali.
Scopriamo ulteriori dettagli sul referendum per abolire la caccia.
Perché è necessario abolire la caccia?
Abolire la caccia vuol dire salvare le vite di milioni di esseri senzienti e incolpevoli.
Non solo, potrebbe significare anche mettere in sicurezza boschi e campagne, risparmiare denaro pubblico destinato al ripopolamento a scopo venatorio.
Promuovere quest’iniziativa vorrebbe dire liberare campagne, boschi, falde acquifere stracolme di milioni di cartucce e pallini di piombo, che i cacciatori usano abitualmente per uccidere le tante specie animali anche in via d’estinzione; un vero e proprio scempio in termini di danni ambientali, per il ripopolamento degli animali selvatici e per la biodiversità in generale.
Un serio problema anche economico, in quanto lo Stato ogni anno versa decine di milioni di euro per sussidi, contributi per il ripopolamento degli animali. Dalle Regioni ai Comuni, le
sedi locali dei cacciatori hanno, inoltre, dei prezzi molto alti da sostenere, stessa cosa per il rifornimento delle armi.
E ancora, la caccia è un vero e proprio “affare” per alcuni. Perché attraverso la brutale pratica, a volte, si promuove anche la vendita di animali rari (non solo) attraverso il mondo online. Sorge spontanea una domanda: non sarebbe il caso giocare a bocce, piuttosto che uccidere animali innocenti?
Il commento del Comitato
A tal proposito, e sul fatto che gli articoli della legge 157/92 permetteranno di vietare la caccia su tutto il territorio nazionale, il Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia si è così espresso:
“I quesiti proposti del testo depositato alla Corte di Cassazione sono stati redatti da un gruppo di lavoro di esperti costituzionalisti, avvocati, universitari, e sono stati analizzati dettagliatamente per poter essere considerati legittimi dalle Commissioni delle Istituzioni che dovranno esprimersi nel corso dell’iter procedurale previsto, spiega il Comitato”.
Il “Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia” invita, inoltre, tutti i cacciatori a mettere in pratica la passione per le competizioni di tiro presso altre strutture. Solo per citarne alcune, esistono: poligoni, aree attrezzate per il tiro al piattello o il tiro con l’arco e la balestra; in tutte queste si promuovo i valori positivi dello sport, non a danno di vite animali e in alcuni casi anche umane. Purtroppo, sono sempre di più le vittime legate ai numerosi incidenti che ruotano attorno al mondo della caccia. Ultimo quello di qualche giorno fa che ha visto morire una giovane ragazza bresciana. Una vera e propria tragedia che necessita la nostra attenzione.
Attendiamo i prossimi aggiornamenti.
Ecobionews
